mercoledì 27 luglio 2016

RECENSIONI: Senza Difese

TITOLO: Senza Difese

AUTORE:  Meredith Wild

EDITORE: Newton Compton

COLLANA: Anagramma

SERIE:  The Hacker Series

PUBBLICATO: 25/05/2016

PAGINE: 308

PREZZO: €5,90









TRAMA

Qualche giorno dopo la laurea, Erica Hathaway si ritrova faccia a faccia con un gruppo di investitori che dovrà decidere se finanziare o meno la sua startup. L'unica cosa che non si aspettava era di sentirsi tremare le gambe di fronte a un investitore arrogante e splendido che apparentemente ha deciso di far deragliare la sua presentazione. Ricchissimo e dalla fama di hacker, Blake Landon ha già fatto la sua fortuna nel software, ed è abituato a ottenere quello che vuole senza difficoltà. Affascinato dai modi e dalla bellezza di Erica da quando è entrata nella sua sala riunioni, deciso a conquistarla. A qualunque costo, anche se questo significa non controllare completamente la situazione. Cosa alla quale non è abituato. Ma quando Blake scopre un oscuro segreto nel passato di Erica, capisce che in pericolo c'è tutto quello che ha costruito fino a quel momento...


RECENSIONE

Carissimi lettori, questa volta mi trovo costretta a partire da una confessione, ci tengo infatti a dirvi che questo libro l’ho vinto in un Giveaway organizzato dal blog “Una pausa di lettura” che ovviamente ringrazio. Parto con questa confessione perché se non lo avessi vinto probabilmente non lo avrei mai acquistato e quindi mai letto . Non ne ho sentito parlare per niente e non mi incuriosiva particolarmente il titolo, la copertina è invece intrigante a parer mio ed è ciò che mi ha spinta a partecipare all’evento che vedeva protagonista “Senza Difesa”.
Un rapidissimo mea culpa?
Cosa dico sempre? Mai giudicare un libro dalla copertina!
E cosa faccio sempre? Giudico un libro senza neanche informarmi!
Bene, il libro in questione è bellissimo, strabiliante, sorprendente e con un tocco di originalità che non guasta affatto, anzi al contrario me lo ha fatto apprezzare ancora di più. Mi è piaciuta Erica, ma ho adorato Blake. Quest’ultimo è fin troppo possessivo, quasi asfissiante è vero, ma non si può non amarlo, non è umanamente possibile credetemi.
Ciò che non ho apprezzato sono state le parti più “forti”, più crude se vogliamo, che sono state descritte a volte fin troppo ed altre volte hanno rasentato o anche oltrepassato lo scurrile. Devo dire che un po’, vista la copertina, me lo aspettavo!
Mi è piaciuta molto la storia, ma ancor di più (come accennato prima) l’originalità e l’attualità del romanzo, il nome della serie dice tutto! Ah già, purtroppo non è un romanzo autoconclusivo, sono la prima ad ammetterlo, mi sono impelagata nell’ennesima serie, The Hacker Series.
Le mie impressioni? Sono stata inghiottita da questa storia!
Le conseguenze? Il libro è finito in 2 giorni purtroppo.

Lo consiglio alle donne. Lo consiglio a quelle mamme, mogli, amiche, sorelle, cugine, vicine di ombrellone o sconosciute, che hanno voglia di sentirsi libere e sognare, perché Meredith Wild è capace di far sognare e di far entrare una donna in un mondo parallelo, un mondo forse un po’ troppo perfetto, ma tanto tanto bello!

Buona lettura e buona estate!
C.

P.S: Ora attendo con ansia di leggere gli altri già pubblicati...

sabato 16 luglio 2016

RECENSIONE: Con te sarà uno sbaglio





TITOLO: Con te sarà uno sbaglio

AUTORE: Jessica Sorensen  

EDITORE: Newton Compton

COLLANA: Anagramma

PUBBLICATO: 13/04/2016

PAGINE: 216

PREZZO: €9,90










TRAMA

Luke Price e Violet Hayes non si vedono da un paio di mesi: tutto è finito bruscamente quando sono venuti fuori i collegamenti tra la madre di Luke e la morte dei genitori di Violet. Ma quando lui si ritrova in guai seri per aver giocato d'azzardo con le persone sbagliate, il destino li fa incontrare di nuovo. Violet, però, ha molte remore e si chiede se sia giusto passare ancora del tempo con Luke: è vero che sta bene e non può negare a se stessa di essere felice, ma il dubbio che lui abbia a che fare con la tragedia che le ha cambiato la vita continua a tormentarla. E proprio mentre Violet si sta riaprendo a un nuovo inizio, una telefonata della polizia rimette tutto in discussione e il terreno le frana di nuovo sotto i piedi... Potrà tornare ad avere fiducia in qualcuno? E quel qualcuno è proprio Luke, il ragazzo per cui le batte ancora forte il cuore?


RECENSIONE

Oggi facciamo un piccolissimo salto indietro. Questo libro fa parte di quella che inizialmente era nata come “Trilogia delle coincidenze” per poi trasformarsi nella “Serie delle coincidenze”, i primi tre libri di questa serie hanno poi dato vita a questo blog, in realtà le loro recensioni.
Ci tenevo a dirvelo! J
Veniamo a noi, la storia tra Luke e Violet continua da “Con te sarà un disastro” in “Con te sarà uno sbaglio”, i personaggi rimangono invariati rispetto al terzo volume, perciò non mi soffermerò molto su questi ultimi e sulle cose che mi sono piaciute o meno.
Il libro è ben scritto, e se già avevo altissime aspettative, considerando i precedenti devo dire che Jessica ha saputo superarle brillantemente. La scrittura è scorrevole e coinvolgente, la storia affascinante e sfavillante e non risulta quasi mai scontata. Devo dirvi che alcune cose le avevo un po’ capite, non ci vuole un genio bastava fare 2+2, ma devo anche ammettere che il tutto ci può stare, non sminuisce in alcun modo la storia, al massimo potrete sorridere urlando “Aaaaaah l’avevo capito!” , (come ho fatto io).
Ciò che ho davvero apprezzato sono stati i continui riferimenti al volume precedente e quindi alla prima parte della storia, permettono al lettore di rispolverare tutti i più piccoli particolari, creando un filo continuativo molto solido.
Ho divorato questo libro, pur non avendone materialmente il tempo, ma c’è una cosa che non ho apprezzato. Quando mi è arrivato il volume a casa, date le dimensioni molto contenute, ho subito percepito che non sarebbe finita lì e tanto ne è stato. Ci sono rimasta malissimo dato che ho dovuto attendere molto per avere questo seguito tra le mani, ed ora mi ritrovo al punto di partenza!

Lo consiglio a tutti, ma più del libro consiglio l’intera serie. Ne consiglio assolutamente la lettura in sequenza, partendo da Con te sarà diverso , Con te sarà per sempre , Con te sarà un disastro per poi finire con “Con te sarà uno sbaglio”.
Questo volume è stupendo, forse a renderlo tale è stata l’attesa, ma sono seria quando vi dico che DOVETE LEGGERE QUESTA SERIE. Non è una lettura leggera o spensierata , ma ne varrà la pena, promesso!

Buona lettura
C.


venerdì 15 luglio 2016

Nomination "Liebster Awards"

Buonasera lettori, qualche giorno fa sono stata nominata da bookislife per "Liebster Awards". Sono stata onorata da questa nomination e pensare che sono tra i suoi 11 blog nominati mi riempie il cuore di gioia. Grazie!




Ed ora rispondiamo alle 11 domande che ci sono state poste...


1- Leggete autori emergenti o andate sul sicuro con autori che conoscete?
Mi piace leggere, e se un libro mi colpisce non ci lascio influenzare dallo scrittore, mi piacciono gli autori emergenti, quindi sì leggiamo i loro libri senza alcun problema. Poi se riusciamo anche a far pubblicità a qualcuno di loro, non è affatto male! J

2- Autori italiani o stranieri?

Tutto? Ahahahah scherzo! Credo sicuramente che gli autori italiani siano svantaggiati rispetto agli altri, ma comunque ho il mio autore preferito italiano e il mio scrittore preferito straniero. Protendo sempre a preferire gli autori italiani ma in proporzione credo di leggere più libri di autori stranieri, in più ce ne sono alcuni di questi ultimi che per me sono stati una vera rivelazione. Mi riallaccio alla risposta sopra, mi piace leggere e non mi faccio influenzare dal nome dell’autore, che sia italiano, straniero, conosciuto o meno.

3- Il vostro libro preferito?

Leggo valanghe di libri ed è difficile dirne uno solo, ma “Una ragione per dirti di no” mi è rimasto dentro, l’ho adorato subito ed è l’unico libro che ho letto più di una volta (circa 20 se non di più) senza stancarmi, apprezzandolo maggiormente, scovando tutti quei particolari, quei dettagli che parola dopo parola si facevano sempre più chiari. Poi c’è “Come inciampare nel principe azzurro” che mi ha fatta sbellicare dalle risate, e se avete 2 o 3 giorni liberi continuo ad elencarveli senza problemi…

4- Avete mai pensato di scrivere un libro?
Personalmente no, non credo di esserne capace. Su questo blog però, non scrivo solo io ma anche mia sorella, che è autrice di un libro.

5- Il primo libro che avete letto?
Dico il primo che mi ricordo, non ne ricordo precisamente il nome ma parlava delle renne di Babbo Natale, avevo circa 6 anni. Un libro bellissimo!

6- Che cosa significa per voi la lettura? (questa è una delle domande di cui non vedo l'ora di leggere le risposte)

Questa domanda è facilissima e difficilissima allo stesso tempo, un mix perfetto pronto ad esplodere!
Per me leggere un libro significa entrare in una nuova vita, una vita che è mia e non lo è allo stesso tempo, un viaggio senza regole e senza confini nella mia fantasia, capace di farmi realmente soffrire e star male, e capace di donarmi soddisfazioni e gioie. Leggere significa essere liberi, VIVERE. Leggendo ho visitato posti che spero un giorno di vedere davvero con i miei occhi, ho assaggiato delizie che solo leggendole mi hanno fatta ingrassare di 3 kg, ho provato sensazioni che non avevo mai provato, ho amato come probabilmente non amerò mai e sofferto per persone che neanche esistono. Più di qualsiasi altra cosa però voglio dirvi che ho imparato tanto, tanto della vita, della sofferenza vera, delle tragedie, degli stupri, delle passioni, delle ferite, della psicologia, ho imparato che anche se la mia vita è dura sono fortunata, perché ci sono persone che soffrono molto più di me. Perché leggere significa vivere tante vite, e dato che io di vita ne ho solo una, devo imparare tanto e devo riuscirci nel più breve tempo possibile, perché sbaglio, sbaglio troppo e sempre, è per questo che non smetterò mai di leggere,
perché per me la lettura è una delle più grandi gioie della vita.

7- Quando acquistate un libro vi fate influenzare dalla pubblicità? Quale criterio utilizzate per decidere?

No, non mi faccio influenzare dalla pubblicità fatta ai libri. Credo che un libro meritevole faccia parlare di se senza bisogno della pubblicità, che in realtà pilota le vendite. Troppe volte è successo che un libro immeritevole salisse al vertice delle vendite e delle classifiche in brevissimo tempo, per questo ho deciso che mi piace di più lasciarmi colpire dal titolo, dalla copertina, dalla sinossi e anche dal prezzo, ma MAI dalla pubblicità!

8- Credo che tutti noi lettori abbiamo avuto una cotta letteraria… Quale è stato il vostro primo amore?

Ah, qui non cado! J Mi innamoro praticamente quasi di tutti i protagonisti maschili (se lo sapesse il mio attuale ex, credo che mi brucerebbe tutti i libri), tradisco continuamente nella mia testa con questi ragazzi, uomini, che sono poi frutto della mia fantasia miscelata con quella dell’autrice. Il mio primo amore è stato Fabrizio e contate che comunque io sono una molto sofisticata in fattore “uomini”, anche il nome deve avere il suo fascino, ma con Fabrizio è stato diverso, non apprezzavo il suo nome ma allo stesso tempo non esisteva nome più azzeccato. Come si dice: “non è il nome che fa la persona, ma la persona che fa il nome!”. Comunque il mio Fabry è il protagonista di “Una ragione per dirti di no”, non a caso ed è stato il primo di una serie di amori e tradimenti. J

9- Quale libro non sei riuscito proprio a finire?

Un solo libro in realtà, odio non finirli ma con questo è stato impossibile. “Ti lascio ma restiamo amici”, sono un po’ una Lady di ferro, non piango mai, non sono dolce, sono rigida ed algida, non è bello ma io sono così. Questo libro ha fatto crescere dentro di me, lacrime e dolore, quei singhiozzi che non trattenevo più hanno impedito la mia lettura, che di lì a poco è andata avanti per sommi capi, giusto per capire come finiva la storia. Con il senno di poi è stato un libro che ho apprezzato moltissimo, ma inizialmente ho detestato profondamente testo ed autrice.

10- Grande libreria o piccola libreria indipendente?

Unica libreria ad 20km circa, fa parte di una catena ma non è grande, quindi Internet ed enormi librerie.

11- Sei solito prestare i tuoi libri?

No, sono gelosissima delle mie cose e ancor di più dei miei libri. Ho l’ansia finché non tornano a casa, quindi ne ho prestato uno una volta e da quel giorno più niente.



Ok, ho risposto a tutte queste bellissime 11 domande che bookislife mi ha posto, e devo ammettere che mi sono davvero divertita!

Ora elencherò le 11 domande a cui le Blogger che nomino dovranno rispondere:
  1. Leggete mai lo stesso libro più di una volta?
  2. C'è un solo genere letterario che vi piace leggere o più di uno?
  3. Che libro stai leggendo attualmente?
  4. La saga o trilogia più bella che hai letto? 
  5. Il tuo libro preferito?
  6. Ti è mai capitato di non riuscire a terminare la lettura di un libro? Se sì, quale?
  7. Cosa ti colpisce a primo impatto di un libro?
  8. Al termine della lettura, leggi anche i ringraziamenti?
  9. Con che criterio scegli di acquistare o meno un libro?
  10. IIpersonaggio maschile e quello femminile che hai amato di più. Ci spiegheresti le ragioni di questa scelta?
  11. Il libro che ti ha insegnato di più e che ti ha fatto più riflettere?

Ecco gli 11 blog con meno di 200 lettori fissi che nomino:
  1. Un profondo oceano di libri
  2. Come non sentirsi soli
  3. Il giardino segreto di Gretel
  4. Liber libri un mondo di libri
  5. Amiche per i libri
  6. Amore per i libri e non solo
  7. Choco and book
  8. Mela mangia libri
  9. Leggere tra le nuvole
  10. Scaffali da riscrivere
  11. Viaggiatrice pigra

Voglio specificare che l'ordine è puramente casuale e che questi sono i blog che trovo più interessanti,sono tutti molto carini e sicuramente li consiglierei!

Ancora grazie per la nomination e non vedo l'ora di leggere la risposta di voi blogger alle mie domande.


REGOLE:

  1. Inserisci il logo "Libster awards" sul blog
  2. Ringraziare chi ti ha nominato e seguilo
  3. Rispondere alle domande
  4. Nominare 11 blogger con meno di 200 followers
  5. Formula a tua volta 11 domande per i blog nominati
  6. Informali

giovedì 14 luglio 2016

Intervista a Giulia Bacchetta su "Emma Braccani. Perché io non posso"


Un ringraziamento più che speciale a Raffaella, per averci aiutate ed aver intervistato anche per noi Giulia Bacchetta.
Grazie.




Lodoredeilibri7 (Raffaella):  Spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.

Giulia: Questa è sempre una delle poche domande a cui non riesco a rispondere entro i dieci minuti di tempo perché non mi piace parlare molto di me. Mi rendo conto che è necessario farsi un po' conoscere e non solo far conoscere le proprie storie. Adoro mangiare, cucinare ho la passione per il cinema, per la lettura, per dolci guai se non li nominassi. Mi piacerebbe anche dipingere ma non ne sono capace, proprio per niente! Vivo a L'Aquila ed ho un dolcissimo fratello a quattro zampe di nome Hitch! Sono l’ antisport in persona, ed infatti ho praticato soltanto il Karate. Il ruolo che la scrittura ha nella mia vita è di quiete; sono una persona un po’ irrequieta, mia madre dice che sono matta, il più delle volte. La scrittura mi stabilizza; trova in me un equilibrio che nella vita di tutti i giorni stento a trovare. È il mio luogo sicuro.

L: Molti scrittori affrontano frequentemente il tema dell’amore. Perché hai scelto di trattare il tema della violenza nel tuo romanzo?

G: È una cosa che sento dentro. Qualche mese fa mia madre mi ha confessato che già alle elementari inventavo temi dalle trame abbastanza complesse e la stessa maestra non riusciva a capirne il filo conduttore. Chissà quanti personaggi e fatti facevo scomparire in maniera ingiustificabile, ma avevo 8 anni, questo ad oggi giustifica il tutto. Sento il mio istinto attratto da queste problematiche le quali oggi giorni più che ad essere abbattute continuano ad accrescere sempre di più. Per non parlare dei casi di femminicidio, che ogni giorno sono sulle prime pagine di giornale. Semplicemente sento di voler dare il mio piccolo contributo. Ciò non significa che io non sia una persona romantica nella vita reale, Anzi è solo che non sento questo grande bisogno di scrivere d'amore. In Emma Braccani c'è una simpatia tra lei e Filippo, vedremo cosa accadrà. Con questa storia, vorrei non far sentire le persone sole, ed incitarle a ritrovare la loro serenità, quella che chi non superiore a loro, le ha strappato. Ci sono state alcune persone che chiedono:" Perché dovrei leggere il tuo romanzo?
E quasi sempre rispondo loro:”Be' se per caso avessi voglia di riscatto...”

L: Quale dei personaggi dei tuoi libri ti rispecchia?

G: Le mie basi le ho affidate ad Emma, la protagonista. Lei ama la filosofia e poi la psicologia e anche i dolci. Credo che in questo siamo molto simili, anche se poi in realtà molto personaggi rappresentano una parte di me.

L: C’è un personaggio della storia che ti è più a cuore?

G: In realtà ne ho più di una; Emma essendo la protagonista lo è sicuramente, ma non è l’unica a presiedere gli spazi del mio cuore; ci sono altri due personaggi insieme a lei, e che al momento preferirei non rivelare, per il semplice fatto di non voler influenzare chi sarà a leggere e seguire questa storia

L: Sappiamo che Roberto, padre della piccola Emma ha avuto un’infanzia difficile, vittima di continue proteste da parte della madre Olga sul lavoro umile del marito. Pensi che in qualche modo la sua infanzia abbia condizionato negativamente la persona che è diventata?

G: Sicuramente, il romanzo si apre con un background sull’infanzia di Roberto. Avevo tredici anni quando sentii il bisogno di immaginare il suo passato, necessario per guardare poi l’uomo che sarebbe diventato. Non volevo però tenerlo solo per me, bensì pensai di scriverne un pezzo, che sarebbe stato appunto il primo capitolo. Dico un pezzo, perché ovviamente quella non è tutta la sua infanzia. Sicuramente ciò che viviamo da bambini, e questa non è una mia opinione ma è un dato scientifico, incide molto su quello che un giorno diventeremo. Sai, ci è stato un lettore che dopo aver letto questo romanzo mi ha detto:" Non so se provare pena per Roberto, conoscendo una piccola parte del suo vissuto, oppure odiarlo e basta.” A tal proposito, posso rispondere che noi uomini siamo il frutto non solo delle nostre esperienze, ma anche delle nostre scelte. Non vorrei dilungarmi troppo perché sarebbe uno spoiler. In ogni modo, hai letto il romanzo, per te Roberto da ragazzino, era una persona buona o cattiva? Questo lo lascio dedurre a voi lettori.

L: Sappiamo che il personaggio di Olga non è uno dei ben accetti. Si dice che “i nonni amano più i nipoti che i figli” Perché Olga non ha dimostrato neppure una volta di saper amare i suoi nipoti?

G: È vero, ma come spero di aver fatto capire nel romanzo, Olga è la cattiveria fatta persona. È noto anche il suo astio nei confronti di sua nuora, Rosa; le sue nipoti Marta e Emma non sono altro che il frutto dell'amore tra suo figlio e sua nuora. Stando così le cose la sua coscienza è come se pensasse:” Perché amare le figlie di quella donna?
Be' non sono soltanto le figlie di sua nuora, ma anche metà di suo figlio. Si, ma Olga non guarda mai il bicchiere mezzo pieno, lei lo guarda sempre mezzo vuoto. Per lei non conta l’essenza, ma la facciata.

L: Fin dall’inizio della storia il nonno paterno di Emma non ha avuto alcun ruolo nella storia ed è sempre rimasto taciturno e obbediente alla moglie. Perché?

G: Semplicemente perché la personalità di nonno Mario viene annullata da quella di sua moglie Olga. Nel romanzo non si cerca di sensibilizzare solamente la violenza psico fisica sulle donne ma anche sugli uomini e nonno Mario, il marito della terribile nonna Olga, ne è la prova. Non ho voluto schierarmi soltanto dalla parte del mio genere in quanto come avrai notato anche tu, i cattivi in questa storia sono sia donne che uomini. Nonno Mario ha suscitato molta tenerezza da parte dei lettori, forse perché hanno colto la sua semplicità d’animo; lui vive come se la sua esistenza fosse unicamente finalizzata a lavorare e soddisfare i desideri di sua moglie. Vive per gli altri, e sopravvive per se stesso. Olga ha una personalità troppo forte rispetto a suo marito e questo comporta una sottomissione di quest'ultimo. Il plagio mentale purtroppo coinvolge entrambi i generi: se hai una personalità debole come quella di nonno Mario, la tue esistenza sarà completamente segnata, o meglio, resa nulla.

L: Inizialmente la protagonista Emma subisce in silenzio le violenze e le costrizioni del padre e successivamente riesce ad esaminare la situazione da un altro punto di vista. Perché subisce questo cambiamento?

G: Emma è una ragazza molto introversa, e questo la conduce a sfogarsi sulle pagine del suo diario segreto senza alcun la spinta nel ribellarsi realmente alle imposizioni di suo padre Roberto. Il cambiamento avviene perché lei possiede un forte senso di riconoscimento verso la sua dignità . Il modo tirannico di suo padre ad un certo punto viene a pesare sulla sua dignità e questo la porta a capire che non basta rifugiarsi tra le pagine di un diario.

L: Sappiamo che Marta, sorella maggiore di Emma è stata una ragazza ribelle fin da piccola. Nella storia ritengo che sia la più coraggiosa delle donne e la prima a ribellarsi alle ingiustizie del padre. Perché hai voluto che la contestazione partisse proprio da lei?

G: Marta ed Emma hanno due carattere completamenti diversi; la prima è un tipo estroverso, istintivo, mentre la seconda come già ho detto prima, è introversa e razionale. Marta non riesce a riflettere, a calcolare quando sia il momento giusto per ribellarsi. Lei agisce e basta.

L: Nella storia incontriamo altri personaggi come Anna, Elisabetta, Achille e Simone che ad un certo punto della storia abbandonano Emma e la allontanano dal gruppo. Perché hai voluto inserire quest’ennesima delusione che ha sconvolto maggiormente Emma? Perché non si sono rivelati essere gli amici che credeva?

G: Semplicemente perché non sempre ciò che conosciamo da tempo, si rivela poi essere quello che è sempre stato. Mi spiego meglio: Emma ha conosciuto i suoi amici sin dai teneri tempi dell’asilo, e finché si condividono giochi i bambini sono sempre uniti. Nel caso di Emma, e credo in molti casi nella vita reale, assistiamo ad una transizione dall’età infantile a quella adolescenziale. E’ “normale” che questa crescita possa rivelare delle disparità tra i loro stili comuni. Nel libro Emma viene messa davanti ad una scelta da parte del suo amico Achille, che le propone di sacrificare sé stessa e continuare a condividere con tutti loro ciò che hanno scoperto di nuovo ed hanno aggiunto nella loro quotidianetà: il fumo e l’alcol.. Emma non ci sta, sceglie se stessa, ignara forse del periodo di solitudine che l’attende. C’è anche da dire che prima di questo credo sia evidente la tensione tra lei e il suo gruppo di amici. Sarebbero scoppiati prima o poi.

L: Al giorno d’oggi siamo tutti consapevoli che il denaro sta divorando l’anima di molta gente che si rivela essere di facile corruzione. Hai descritto questo comportamento scorretto nelle assistenti sociali e negli avvocati. Come mai hai voluto inserire questo tema nella storia?

G: Odio la slealtà di qualsiasi natura essa sia. La corruzione è così diffusa nel nostro Paese che non ho saputo rimanervi indifferente. Ho voluto dire la mia, e l’ho inserito nel romanzo.

L: Nella storia ho notato che la psicologa Santilli è stata l’unica ad aver inquadrato il brutto carattere di Roberto. Come mai nel giorno dell’aggressione ad opera della nonna Olga e di Roberto per rubare la statuetta dell’elefante di proprietà di quest’ultimo, Rosa si è rivolta solo alle assistenti sociali e non alla Dottoressa Santilli?

G: Ottima osservazione. Sulla questione delle tre assistenti sociali, ti prego di concedermi una piccola premessa: ci sono stati alcuni lettori che dopo aver letto il libro mi hanno detto:” Il comportamento delle tre assistenti sociali mi ha suscitato due ipotesi: loro hanno affidato il caso della famiglia Braccani alla psicologa Santilli perché volevano davvero aiutare questa famiglia a risolvere le loro problematiche? Oppure per togliersi il caso di torno?”

G: Tu ora mi vorrai chiedere cosa possa riguardare questo alla domanda che mi hai rivolto, ma in realtà le due cose sono correlate. Le assistenti sociali sono state incaricate dallo Stato, in particolare dall’O.R.A.S ( l’ordine regionale degli Assistenti Sociali), che ha affidato loro il caso della famiglia Braccani, in particolare la tutela verso la minore: Emma. Per cui Rosa, a chi altro avrebbe dovuto rivolgersi? Alla psicologa Santilli? Anche, visto che è stata l’unica a non farsi corrompere dal falso buonismo di Roberto. Rosa non ci pensò minimamente a contattare la Santilli proprio per questa ragione; la dottoressa Santilli è una psicologa famigliare privata, ed infatti Roberto a seguito di ogni seduta le doveva del denaro, e con ciò credo che non avrebbe avuto alcun potere di intervenire su quel terribile episodio che vide vittime le due sorelle.

L: Quando Emma viene traferita al convitto di minori, fa conoscenza con Virginia e Vanessa. Virginia è una ragazza scontrosa e viziata mentre Vanessa è più semplice e amichevole. Come mai hai voluto inserire due caratteri nettamente distinti che entreranno a far parte nella vita di Emma?

G: La tua osservazione è giusta; Virginia è una ragazza dal carattere un po’ superficiale, molto istintivo, sempre allegro ma al contempo quasi infelice date le sue continue pretese e la sua ossessione sui capi della moda e make-up; Vanessa è molto più matura invece, agevolata dalla sua età più grande di Emma e Virginia. Tuttavia, lei ha un carattere quasi simile a quello di Emma ed infatti entrambe hanno la passione per la psicologia. Vanessa e Virginia sono due amiche che si potrebbero ritenere quasi come sorelle. L’una dà il sostegno all’altra, anche se poi lo esplicano in maniera differente. Ma c’è da dire che vivono in un convitto, lontane dalle loro famiglie, e credo sia d’obbligo in questi casi, darsi sostegno reciproco. Nel dormitorio femminile Emma è la loro compagna di stanza, credo che non le poteva capitare di meglio.

L: Arriviamo alla domanda più interessante che ho deciso di porti. Questa domanda è dedicata a Filippo, il solo e unico ragazzo che in qualche modo riesce ad avvicinarsi ad Emma e a rimanerle accanto. Filippo è l’unica persona che nonostante i continui rifiuti ed allontanamenti da parte di Emma non si arrende e combatte per lei. Perché hai voluto imprimergli questo carattere ostinato e al tempo stesso dolce? Nei romanzi successivi subirà qualche cambiamento o combatterà continuamente per veder felice Emma?

G: Filippo, come ogni personaggio presente nel romanzo, ha un suo vissuto, che ancora non ho rivelato in questo primo libro, anche se a dire la verità è stato lui a non volerne mai parlare. Il suo carattere ad alcuni è risultato opprimente, presuntuoso e narcisista e in un certo senso non hanno tutti i torti. Come mai continua a lottare per Emma? Il suo carattere è giustificato dal suo vissuto.

L: Un altro personaggio che si è rivelato scontroso è Suor Maria Carmela, la superiora del convento che rivolge ad Emma numerosi sguardi arcigni. Il personaggio della suora subirà un cambiamento? Emma riuscirà ad addolcire il suo cuore di pietra?

G: Ammetto che con questa domanda mi hai messa in difficoltà, ma la cosa mi piace. Suor Maria Carmela, la superiora del convitto è sicuramente un personaggio da tenere in considerazione durante la lettura del romanzo. Quello che accadrà nell’evoluzione del suo personaggio, non posso rivelarlo ma ciò che posso dirti è che sicuramente questa suora possiede tante responsabilità; nel convitto Julius vi sono molti ragazzi sia maschi che femmine, con problematiche famigliari e lei non può farsi sfuggire la situazione di mano.

L: Incontriamo nella storia un altro personaggio che si rivela essere coperto da una nube di mistero. Sto parlando di Fanny. Il primo incontro tra Emma e Fanny non è stato del tutto concreto. Nei successivi romanzi le due ragazze avranno modo di conoscersi? Tra loro nascerà dell’amicizia?

G: Sono felice che tu abbia prestato attenzione sul personaggio di Fanny; io adoro scrivere di lei ma purtroppo come hai potuto vedere anche tu, in questo primo romanzo ho scritto davvero poco. L’aspetto strabiliante di Fanny è che lei non si cura del suo aspetto, ed è questo a metterla in cattiva luce agli occhi di Virginia, ma al contempo non si cura nemmeno degli altri. Fanny è una ragazza di poche parole; poche ma incisive. Sempre con lo sguardo tenebroso ed infatti il suo primo incontro con Emma non è stato poi così armonioso. Come hai tu hai trovato la questione misteriosa, anche Emma l’ha osservata nel tuo stesso modo; il carattere di Fanny, stuzzica la curiosità di Emma. Sicuramente la questione si evolverà.

L: Com’è stato spaziare dalla scrittura di un Young Adult come Emma Braccani ai racconti de “Le avventure del piccolo Ilian”?

G: Divertentissimo! Scrivere Emma Braccani è bello perché mi rende felice ma al tempo stesso impegnativo, non che scrivere Le Avventure del piccolo Ilian non lo sia, però sono di certo due generi contrapposti e di conseguenza, anche le emozioni che mi scaturiscono sono differenti. Emma Braccani libera in me la rabbia, la serietà e quella profondità di pensiero che mi solleva da terra, mentre il piccolo Ilian riesce a farmi venir fuori una forma d’ironia che sa concedermi quel sano divertimento. Iniziai a scriverlo quando ero una bambina, e riprenderlo è stato una scelta fatta d’istinto. In quel momento ho pensato “Ridiamo un po’, ricacciamo quel furfante di Ilian dal cassetto.”e così è stato. Spero di pubblicarne altri volumi, non potrei dire addio a questo marmocchio dal cuore prodigioso e anche da piccola peste, perché sarebbe come dover rinunciare ad una parte di me e la cosa non mi entusiasma.

L: Come ho potuto constatare ami scrivere le favole e dal giorno alla notte ne componi una nuova. Come nasce questa tua passione per le favole?

G: Si è vero, in realtà le ho amate leggere sin bambina e adesso che sono più grande, sento il bisogno di scriverne qualcuna. Credo che fra qualche mese le pubblicherò tutte in un'unica raccolta e saranno legate a Le avventure del piccolo Ilian. Questo perché s’intitoleranno Le fiabe di nonna Gilda, come a voler indicare che sia stata lei ad inventarle pensando al suo unico e simpatico nipotino.

L: Avrei un’ultima domanda sul romanzo, e credo sia una delle più importanti di tutta la storia: il diario segreto di Emma. Domanda semplice: Come hai avuto questa idea? Anche tu da ragazzina avevi un diario segreto?

G: Si, ne ho avuto più di uno, ma ci scrivevo di tutto tranne che i miei pensieri. Io sono una persona ancora più riservata di Emma e non mi sono mai fidata a “parlare” di me neanche a un diario segreto. In alcuni ci scrivevo poesie, in altre le avventure di Tosca e Prisca, in altri , e questa cosa è anche un po’buffa, i testi delle sigle che avrebbero avuto le mie storie immaginate sullo schermo del cinema. E canticchiavo anche la base musicale! Una pazzoide, lo so, ma da bambina ero felice così. Per quanto riguarda l’idea del diario che ho affidato ad Emma, è uscita d’istinto; Emma è una ragazza introversa, non si confida molto neanche con Eleonora la sua migliore amica, ma la sua mente è troppo veloce della sua costanza e questo la porta a sfogare tutto di sé su semplici fogli di carta. Non solo, il diario in realtà è un elemento quasi centrale del romanzo, e la sua invenzione è stata data anche da questo.

L: Ha qualche consiglio da dare alle giovani leve che come lei hanno una storia da raccontare?

G: Posso dare il consiglio che ho dato a me stessa: devono essere se stessi. Devono scrivere ciò che amano scrivere e non quello che la massa predilige.

L: Ho letto che nel 2015 hai partecipato ad un concorso fotografico “Scatti di libertà” di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, i cui fondi sono stati devoluti in beneficienza all’Associazione “AIED”. Come mai hai partecipato a questa iniziativa?

G: Mia madre vide un inserto sul giornale, sul quale proponevano un servizio fotografico volto alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, i cui fondi sarebbero poi stati devoluti in beneficenza. In quel periodo io ero ancora impegnata nella stesura di questo romanzo e non appena mia madre me lo fece notare, dentro di me si accese l’impulso di voler partecipare. Ricordo che ciascuna ragazza avrebbe dovuto immedesimarsi in due pose con le quali avrebbero rappresentato nei migliore dei modi i messaggi contro la violenza, ed associare ad esse una frase di sensibilizzazione. Ricordo di aver fatto due foto, come tutte le altre ragazze, dove in una apparivo frontale ma con metà del volto in bianco e nero, mostrante un espressione molto seriosa. A questa inventai la frase “Riserva la metà di te stessa per combattere l’orrore”. Nell’altra invece, dove ero stata fotografata a semi profilo e con i capelli alzati dal vento, inventai la frase:” Denunciando la violenza liberi la tua anima.” E’ stata una bellissima esperienza . Le foto di tutte noi furono poi esposte in vari negozi della città e i nostri contributi devoluti in beneficienza.

L'intervista non finisce qui! Se volete proseguirne la lettura basterà cliccare su questo link: https://thereadingslove.blogspot.it/2016/06/recensione-emma-braccani-perche-io-non.html dove troverete il resto dellintervista


Buona lettura!

martedì 12 luglio 2016

RECENSIONE: Emma Braccani. Perchè io non posso.



RECENSIONE 

"Emma Braccani. Perchè io non posso" 
di GIULIA BACCHETTA 



SINOSSI

«Emma, perché pensi che nella vita ci sia per forza una spiegazione a tutto?» chiese curiosa Eleonora alla sua migliore amica.
“Riserva la metà di te stessa per combattere contro ogni tipo di imposizione, violenza, plagio, corruzione, dogma, odio, rabbia.”
Un’infanzia infelice, seguita da un’adolescenza piena di ansietà e dubbi. Un continuo difendersi dalla figura paterna, e poi psicologi, giudici, avvocati, assistenti sociali, complotti, una realtà al limite, tormentata da incubi e dall’abbandono di familiari e amici. Tutto questo porterà Emma Braccani, quattordicenne timida e riservata, ma dotata di uno spiccato spirito critico, ad un’inconsapevole e disperata analisi del comportamento umano, attraverso gli strumenti che le offriranno i suoi studi e le sue letture. Un diario segreto, fedele compagno a cui affidare i pensieri più riposti e sul quale dare spazio ai propri ragionamenti. E l'amore? Ci sarà per lei? Un solo destino, e tanti perché. Questa è la storia di Emma Braccani che soltanto alla fine potrà essere giudicata. «Sei debole Emma. Non ti conviene metterti contro di me» la minacciò suo padre prima di chiudere il telefono. «A te non conviene perdere una figlia come me.»


RECENSIONE "EMMA BRACCANI. PERCHE' IO NON POSSO"

Salve lettori, oggi vi parlo di uno splendido romanzo che ho finito di leggere da poco.

Sto parlando del romanzo "Emma Braccani. Perché io non posso" della dolcissima Giulia Bacchetta. E' un romanzo che ho apprezzato moltissimo data la delicatezza dell'argomento che espone.



La protagonista principale del romanzo a cui viene dedicato anche il titolo è Emma Braccani, una ragazzina quattordicenne che è vittima insieme alla madre e alla sorella Marta del disprezzo, violenza e intimidazioni da parte del padre.
Emma si trova nel pieno dell'adolescenza, nel periodo critico di ribellione che ognuno affronta in maniera diversa e che capovolge la realtà in cui si vive, in cui tutto intorno a sé cambia, nel momento in cui si prende coscienza di tutto ciò che ci circonda.
Ed è proprio in questo periodo che Emma si ritrova ad affrontare il periodo più oscuro della sua vita: incessanti litigi, imposizioni di ogni tipo, assidue violenze da parte del padre che riversa sulla serenità dell'intera famiglia.
Il tutto viene subìto dalle tre donne per un breve periodo in totale silenzio poiché ormai si sono rassegnate a tale violenza, hanno fatto l'abitudine alla vigliaccheria dell'uomo di casa, è come se ritenessero che queste azioni malvagie siano giuste e meritate.
Ma poi qualcosa cambia.
La prima a ribellarsi è Marta, sorella maggiore di Emma che con totale temerarietà controbatte in varie occasioni il padre, viene intimorita più volte ma non si arrende e incoraggia a fare altrettanto anche la madre ed Emma.
Emma vive questo periodo con totale sofferenza, ansia ogni qual volta deve ritornare alla propria dimora, paura ogni qual volta il padre torna a casa e sfoga la sua collera sulla famiglia. In aggiunta subisce delle delusioni da coloro che credeva fossero suoi amici e un rapido calo nello studio. L'unica cosa che le dà conforto è il suo diario segreto sul quale in un certo qual modo cerca di sfogare tutta la sua rabbia e frustrazione.


Ma le cose non finiscono qui...
La situazione si aggrava sempre più finché Emma si ritrova tra avvocati, psicologi e assistenti sociali corrotte.

Un romanzo intenso, originale che viene affrontato dal punto di vista psicologico ed ha la capacità di entrare nel profondo delle emozioni, di farci scoprire fin dove è capace di spingersi l'aggressività e la brutalità dell'animo umano e come sia difficile rialzarsi e prendere coscienza di tutto ciò che accade intorno a noi. E' un romanzo che ha un messaggio di fondo, è un insegnamento per tutti coloro che subiscono queste ingiustizie, è una "marcia in più" per coloro che patiscono tale prepotenza e che può aiutarli a combattere questa violenza psicologica e a dire BASTA!

L'autrice ha saputo imprimere in Emma una buona dose di intelligenza che si potrebbe definire "rara" per la sua tenera età. Emma è una ragazza diversa dalle altre: ha la capacità di porsi delle domande alle situazione che avvengono intorno a lei e di dare ad ogni costo una spiegazione ai dubbi che le vengono posti. Possiede anche altre qualità: è curiosa, è un'amica fidata ed è un'ottima indagatrice.
Dal romanzo emergono anche altri caratteri di cui personalmente sono rimasta davvero affascinata. Sto parlando in particolare di Marta. Marta è una ragazza audace, che ha avuto la forza immensa di opporsi alla ferocia di un padre che dovrebbe amare con tutta l'anima la propria moglie e le proprie figlie, che dovrebbe proteggerle da ogni male ma che si rivela l'esatto opposto di quello che dovrebbe essere.
Lo reputo un "piccolo uomo" proprio perché mai e poi mai nessun uomo ha il diritto di percuotere una qualsiasi donna. Un comportamento che purtroppo nell'era odierna si verifica molto spesso e di cui le donne non hanno la forza di ribellarsi.
Un altro personaggio che mi ha interessato particolarmente è Fanny, una ragazza molto riservata e disprezzata da tutti che conoscerà Emma in questo periodo buio.
Dalle poche informazioni fornite, Fanny ha avuto un passato triste di cui conosciamo solo alcune nozioni, è molto taciturna e isolata dal resto dei compagni, viene accusata ingiustamente molte volte dai compagni ma non li ascolta.

Ho amato il romanzo dalla prima fino all'ultima parola, ho amato tutti i personaggi nel modo in cui vengono descritti e come si approcciano nella storia.

Ringrazio l'autrice per avermi dato l'opportunità di leggere questo bellissimo romanzo.
E che serva da insegnamento a tutte noi DONNE !!



Ringraziamo di vero cuore Raffaella per questa magnifica recensione ed il suo blog "The reading's love"

del quale vi lasciamo il link: https://thereadingslove.blogspot.it/

giovedì 7 luglio 2016

Intervista a Jay Crownover su "The Tattoo Series"

The Tattoo Series


Jay Crownover

 













Premetto che il mio inglese non è ottimo, ma fortunatamente Jay mi ha capita ed ha risposto alle nostre domande!

Lodoredeilibri7:  Have we been your personal experiences that have inspired the writing of the series ?

Jay: There is always a little bit of truth throughout my fiction. I write about things I like and I try and leave some lessons I've learned myself in each book. Also I am a tattooed girl and I love me some tattooed boys so I wanted to make sure I told that part of the books as honestly and real as possible.

Lodoredeilibri7: Among the tattoos of various characters , there is one that really you have?

Jay: Their tattoos are more often than not based on ones I already have. I have a snake, I have a sacred heart, I have lots of flames...I have several Day of the Dead skulls...And sometimes they have stuff I would love to have like Rowdy's sea monster and pirate ship...I just don't have any room for that!

Lodoredeilibri7: What is your favorite book?
Jay: Catcher in the Rye....but in romance I love any and all Kristen Ashley books.

Lodoredeilibri7: Who is your favorite protagonist? (The Tattoo Series)

Jay:I love them all for different reasons..but Asa is the one I'm the most attached to. I think that's because I spent 5 books watching him grow and become the man he was always meant to be...plus I like his smart mouth.

Lodoredeilibri7: Did you expect the Success Had in Italy ? What would you say to your Italian readers ?

Jay: I'm always surprised how many people love my books...no matter where they are from. I'm so honored and humbled that my words have made it so far around the world.
I would tell my Italian readers thank you...and to keep reading. I would also tell them I LOVED Rome when I was there and that I can't wait to come back and see more of the country. It was really stunning!

Love&Ink
As always thank you so much for reading and lots of love from Colorado...
                                                       Jay




Ed ora cerchiamo di tradurre :)

Lodoredeilibri7: Ci sono state esperienze personali  tue che ti hanno ispirato la stesura della serie?

Jay: C'è sempre un po ' di verità in tutta la mia finzione. Scrivo di cose che mi piaciono e cerco di trasmettere alcune lezioni che ho imparato in ogni libro. Anche io sono una ragazza tatuata ed amo i ragazzi tatuati, così ho voluto fare in modo di rendere quella parte dei libri più onesta e veritiera possibile.

Lodoredeilibri7: C’è qualche tuo tatuaggio che porta anche qualche protagonista?

Jay: I loro tatuaggi sempre più spesso si basano su quelli che ho. Ho un serpente, ho un sacro cuore, ho un sacco di fiamme, ho diversi teschi e a volte hanno tatuaggi che mi piacerebbe avere, come il mostro marino o la nave pirata di Rowdy ... solo che non ho spazio per questo!

L: Il tuo libro preferito?

Jay: Catcher in the Rye, ma amo quasi tutti i libri di Kristen Ashley.

L: Il tuo protagonista maschile e femminile preferito della Tattoo series?


Jay: Li amo tutti per diverse ragioni, ma Asa è il personaggio a cui io sono più attaccata. Penso che sia perché ho trascorso 5 libri a vederlo crescere e diventare l'uomo che è stato concepito per essere, in più mi piace la sua intelligenza

L:Ti aspettavi il successo che hai avuto in Italia?  Cosa vorresti dire alle tue lettrici italiane?

Jay: Sono sempre sorpresa di quante persone amino i miei libri... Non importa da dove vengano. Sono così onorata che le mie parole hanno fatto finora il giro di tutto il mondo. Vorrei dire ai miei lettori italiani grazie e continuate a leggere. Vorrei anche dire loro che ho adorato Roma quando ero lì e che non vedo l'ora di tornare e vedere di più la città. E 'stato davvero sorprendente!

Amore & Inchiostro
Come sempre grazie mille per la lettura e tanto amore dal Colorado!
             Jay



Ok vi confesso che quest'ultima è stata la parte più difficile in assoluto!

Ringrazio Jay e spero che questa intervista vi piaccia!

martedì 5 luglio 2016

Il 14/07/2016 la Newton Compton presenta...

LOVE
Un pensiero infinito


TITOLO: LOVE Un pensiero infinito

AUTORE: L. A. Casey

EDITORE: Newton Compton

PAGINE: 384




TRAMA
Kane ha bisogno di lei. E Kane prende sempre ciò di cui ha bisogno.

Aideen Collins è uno spirito libero. È cresciuta in una casa piena di uomini, e questo le ha insegnato a essere fredda e diretta. Kane Slater è un’anima tormentata. La gente si tiene alla larga da lui, a causa delle cicatrici che gli deturpano viso e corpo. Ma Kane ha imparato a usare a suo favore la paura che suscita negli altri, perché non vale la pena circondarsi di persone che non vedono oltre le apparenze. Si accontenta del piccolo giro di amicizie dei suoi fratelli e delle loro ragazze, almeno fino a quando un’irlandese di nome Aideen Collins non compare nella sua vita. Aideen è l’unica donna che osa dirgli in faccia quello che pensa di lui, senza timore di fargli male. E Kane è l’unico uomo che riesce a vedere oltre la dura scorza di Aideen. Non riescono a sopportarsi, eppure si desiderano…

Intervista a Daniela Volonté su "Non chiamarmi di lunedì"





Intervista a Daniela Volontè, autrice di "Non chiamarmi di lunedì", che ha risposto alle nostre domande.


Daniela Volontè




Lodoredeilibri7: Da dove ha origine la tua passione per i romanzi d'amore?

Daniela: Un saluto a tutti. A dir la verità ho ripreso a studiare dopo che ero diventata mamma per la seconda volta e tra il lavoro, lo studio e due bimbi piccoli non avevo tempo per leggere. Poi, quando ho finito l’università, mi sono buttata sui romanzi rosa e da allora non ho più smesso.

Lodoredeilibri7:  Ci sono state esperienze tue personali  che ti hanno ispirato la stesura del romanzo?

Daniela: Grazie al web mi è possibile descrivere luoghi in cui non sono mai stata, perché scovo in rete immagini e notizie molto dettagliate, ma non posso descrivere dei sentimenti se non li ho mai provati. Perciò tutte le emozioni a cui faccio cenno, arrivano dalle mie esperienze personali e dal mio bagaglio di sensazioni, anche se le vicende narrate non sono mai direttamente le mie.

L: Un libro che ami?

D: Il cavaliere d’inverno. E Proibito. E Io prima di te. E Forse un giorno. E molti altri… Moltissimi. ;-)

L: Perché il titolo “Non chiamarmi di lunedì”?

D: A essere onesti è un titolo voluto dalla casa editrice, ma mi piaceva molto perché era davvero insolito rispetto a molti altri. Il lunedì è il giorno in cui di norma si riprende la vita lavorativa, dopo il weekend simbolo di libertà. Quindi rappresenta un po’ le responsabilità in antitesi alla libertà della domenica. Un po’ come i due protagonisti che sembrano in contrapposizione tra di loro.

L: Greta è un personaggio forte sul lavoro e “debole” nella vita reale, ci spieghi questo carattere così particolare?

D: È semplice. Credo che nella vita tutti abbiamo un lato forte e un lato debole e con Greta mi è piaciuto molto accentuare questo contrasto dandole un lavoro molto duro a livello di responsabilità e una vita privata piena d’insicurezze. Mi piace giocare con i personaggi e mi piace ancora di più tentare di far cambiare l’idea al lettore su di loro. Non so se riesco in questo intento, ma mi stuzzica molto creare un personaggio inizialmente antipatico e poi far arrivare il lettore a tifare per lui/lei.

L: Greta è un “tagliatore di teste” come mai questa professione? Ti devo confessare che comunque l’ho adorata, e mi ha colpita dato che nell’immaginario collettivo la attribuiamo prevalentemente agli uomini.

D: Ops… credo di aver risposto sopra! Come dicevo prima un po’ per accentuare il contrasto tra la sua parte forte e la debolezza nella sua vita privata, nei suoi rapporti interpersonali. Ma anche perché di solito le mie protagoniste sono sempre molto femminili, crocerossine e materne… Perciò per una volta volevo disegnare una protagonista con gli attributi! :-D

L: Ti sei ispirata a qualcuno in particolare rispetto al personaggio di Patrik e alle sue caratteristiche fisiche così insolite? (Mi riferisco ai colori degli occhi e della pelle).

D: Fisicamente sì, è uno dei pochi personaggi che ho costruito rifacendomi a un attore. Jessie William di Grey’s Anatomy. Ero partita che volevo scrivere di un uomo mulatto, così cercando in rete, ho visto lui e mi è sembrato perfetto!

L: Un po’ di psicologia dei personaggi: la famiglia di Patrik è posata e in qualche modo rilassata, nonostante il dolore interiore dovuto alla morte della gemella, e a rendere le cose più difficili c’è la somiglianza della figlia del fratello di Patrik… Ho trovato strano tutta quella situazione troppo tranquilla, che si contrapponeva al dolore e alla irruenza di Patrik.

D: Ritengo semplicemente Patrik un uomo che vive nella sua compostezza. Che non fa trapelare nulla al mondo esterno, ma che davanti a un punto di non ritorno, diventa un vulcano in eruzione. Ho tenuto molto presente le sue origini svedesi. Le famiglie nordiche sono abituate a figli che vivono a centinaia di chilometri di distanza, sempre in movimento eppure sempre unite nella loro pacatezza. Inoltre questa famiglia ha il filo della sofferenza che unisce ogni componente, quindi credo che sia più questa la loro caratteristica.

L: L’imbroglio o malinteso tra Patrik e Greta voleva dare una svolta anche ironica alla storia? E aveva anche il fine di accentuare ancora di più la fragilità ed il senso di colpa che in realtà celava benissimo “la Ldy di ferro”?

D: Direi entrambi gli aspetti. Tendenzialmente io amo leggere libri con qualche drammone e di solito scrivo libri con vicissitudini più pesanti, qui invece ho voluto mettermi alla prova e inserire dei momenti ironici, giocati sui malintesi.

L: Cosa vorresti dire in merito al tuo romanzo?

D: Se alla fine della lettura lascerà al lettore un sorriso o un messaggio positivo, oltre che ad aver fatto trascorrere qualche ora leggera e piacevole, ne sarò davvero felice.

L: Questo è il tuo terzo romanzo, dopo il successo (meritatissimo) del mio adorato “Buonanotte amore mio” e di “L’amore è uno sbaglio straordinario”, quali erano le tue aspettative in merito a “Non  chiamarmi di lunedì”?

D: Ogni nuova uscita è una sfida contro se stessi e sinceramente per me è più traumatizzante della prima. Tento di fare del mio meglio nella costrizione della storia, dei personaggi e soprattutto di migliorare la mia scrittura, ma non posso fare altro. Un lettore si affeziona a una storia per i più svariati motivi. Perché gli ricorda se stesso, per quello che lui avrebbe voluto vivere, perché gli ricorda qualcosa o perché gli piace un personaggio in particolar modo… Insomma mille spiegazioni. Perciò il massimo sarebbe che ogni nuovo libro piaccia più del precedente, ma mi accontento che il lettore ami una storia anche precedente, ma magari noti una crescita nel libro nuovo.
Grazie la bella chiacchierata! Un saluto a tutti.



Siamo noi a ringraziare te Daniela, per la tua disponibilità. Ti assicuriamo che sei una scrittrice fantastica e che sei riuscita nel tuo intento.

lunedì 4 luglio 2016

Segnalazioni su "Emma Braccani, percè io non posso" Giulia Bacchetta

 EMMA BRACCANI, 
PERCHE’ IO NON POSSO 




Titolo: Emma Braccani, perchè io non posso
Giulia Bacchetta



PREFAZIONE
 «Emma, perché pensi che nella vita ci sia per forza una spiegazione a tutto?» chiese curiosa Eleonora alla sua migliore amica. “Riserva la metà di te stessa per combattere contro ogni tipo di imposizione, violenza, plagio, corruzione, dogma, odio, rabbia.” Un’infanzia infelice, seguita da un’adolescenza piena di ansietà e dubbi. Un continuo difendersi dalla figura paterna, e poi psicologi, giudici, avvocati, assistenti sociali, complotti, una realtà al limite, tormentata da incubi e dall’abbandono di familiari e amici. Tutto questo porterà Emma Braccani, quattordicenne timida e riservata, ma dotata di uno spiccato spirito critico, ad un’inconsapevole e disperata analisi del comportamento umano, attraverso gli strumenti che le offriranno i suoi studi e le sue letture. Un diario segreto, fedele compagno a cui affidare i pensieri più riposti e sul quale dare spazio ai propri ragionamenti. E l'amore? Ci sarà per lei? Un solo destino, e tanti perché. Questa è la storia di Emma Braccani che soltanto alla fine potrà essere giudicata. «Sei debole Emma. Non ti conviene metterti contro di me» la minacciò suo padre prima di chiudere il telefono. «A te non conviene perdere una figlia come me.»

Biografia: Giulia Bacchetta
Giulia Bacchetta nasce a L’aquila, il ventitré agosto del millenovecentonovantuno. Cresce a Montereale un paesino situato sulle alte colline Reatine a pochi chilometri dal capoluogo Abruzzese, che si rivelerà per lei nel corso degli anni, una forte fonte d’ispirazione, nonché materia visibile sulla quale sviluppare la propria immaginazione. Da bambina infatti, amava giocare alla piccola scrittrice, inventando storie, molto brevi, grazie all’uso segreto della vecchia macchina da scrivere di sua madre. A otto anni Giulia scopre la predisposizione per la scrittura, sconvolgendo la sua maestra di italiano, la quale osservando la spropositata lunghezza dei suoi temi, li ritenne inappropriati all’interno del sistema didattico. Pareri che letti negativamente dalla bambina, la portarono a detestare il mondo a cui il suo istinto sentiva di appartenere. Negli stessi anni però scrive piccoli racconti come : Le avventure di Tosca e Prisca, due amiche del cuore che dovevano sfidare ciò che la sorte aveva riserbato loro. Le avventure del piccolo Ilian, una serie di racconti per bambini all’interno della quale
il protagonista, un bambino maldestro ,cicciottello di tre anni, è un gran sognatore e avventuriero, che sfiderà le avversità della vita in compagnia del suo amato ciuccio, nonché fedele compagno di viaggio. Come se non bastasse, il piccolo Ilian dovrà anche far fronte alle opprimenti premure della sua cara nonna, Gilda. Ripreso e revisionato dall’autrice molti anni dopo, nel 2016 decide di pubblicarlo in autopublishing sui migliori store digitali in forma eBook. Si tratta di un racconto costituito da cinque episodi, ciascuno dei quali alla fine, verrà descritto con una breve morale. L’amore secondo Chiara, è un breve racconto in cui viene esaltato il fallimento sentimentale nel periodo difficile dell’adolescenza ; Nell’ottobre del 2015, Giulia decide di pubblicare “L’amore secondo Chiara”, sul suo canale Youtube: Giulia Bacchetta Channel. Un audio libro, anche visivo, in quanto sullo schermo apparirà un libro digitale in cui il lettore o lo spettatore, leggerà il racconto accompagnato in sottofondo dalla voce di Giulia che narrerà la storia . Nello stesso periodo, decide di lanciare il racconto anche sulla piattaforma virtuale Wattpad. A tredici anni la grande idea; Giulia inizia la stesura dei primi capitoli del romanzo Emma Braccani “Perché io non posso”, una storia inventata, un Young Adult, ricca di antagonisti in cui i sentimenti di rabbia, odio e rancore, sono alla pari con la voglia di riscatto ed il desiderio di appropriarsi della propria libertà psico sociale, nonché il coraggioso tentativo nel superare, a propri rischi, la figura genitoriale. Colta da innumerevoli momenti di follia, Giulia distrusse materialmente molti capitoli della storia, ignara però che essa avrebbe continuato a sussistere dentro di sé, nonché a crescere insieme a lei. Le avversità della vita sembrerebbero quasi allontanarla dalla scrittura, dunque dal suo mondo di immaginare scene nonché la necessità di inciderle su carta. Dopo aver conseguito il diploma presso l’istituto di scienze biologiche, Giulia, spinta dalla grande passione per la psicologia, a diciannove anni s’ iscrive presso la facoltà di psicologia dell’Università degli Studi Dell’Aquila. Nello stesso anno si trasferisce a L’Aquila, nella casa dei suoi nonni materni. A ventiquattro anni, sentendosi frustrata e tormentata ancora dalla storia che iniziò a scrivere all’età di tredici anni, si scatena in lei la voglia irrefrenabile di concludere la prima opera. Ragione e istinto finalmente raggiungono il compromesso e Giulia tornerà a completare la storia. In origine il romanzo doveva rivelarsi autoconclusivo, ma data l’ampia mole di lavoro, l’autrice optò per una revisione dell’opera e la suddivisione della stessa, ricavando così cinque trame diverse sulla storia di Emma Braccani, nelle quali fatti e personaggi s’intrecciano fra loro. Il venti maggio 2016 il primo romanzo di Emma Braccani "Perché io non posso" è concluso e Giulia, dopo sei mesi di estenuante lavoro, decide di pubblicare l’opera in forma eBook su tutti gli store digitali, dando il via alla serie cui spera di vedere pubblicata in futuro anche nella versione cartacea. Nel novembre 2015 Giulia partecipa ad un concorso fotografico “Scatti di libertà” di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, i cui fondi saranno devoti in beneficienza all’Associazione “AIED”. Nello stesso periodo a seguito di un provino, viene ammessa all’Accademia di Arte Drammatica, Teatro Zeta, in L’aquila.

Intervista a Elisa Trodella e Loretta Tarducci su "Scusa ma ti amo troppo"







Elisa Trodella - Loretta Tarducci





























Ecco le nostre domande e le loro risposte...


Lodoredeilibri7: Da dove ha origine la vostra passione per i romanzi d'amore?

Loretta & Elisa: Questa domanda ci fa riflettere. In effetti non abbiamo mai pensato: scriviamo un romanzo d'amore, bensì proviamo a raccontare cos'è per noi l'amore... E il fatto che per entrambe rappresenti la medesima cosa, non fa altro che confermare l'affinità emotiva che ci lega e che ci ha permesso di scrivere insieme.

Lodoredeilibri7: Ci sono state esperienze vostre personali che hanno inspirato la stesura del romanzo

L&E: Certamente sì, e anzi, pur sforzandoci di rendere il libro meno autobiografico possibile, ci siamo rese conto di quanto in realtà sia impossibile. E scusate il gioco di parole. Ma pensiamo che la magia dello scrittore si trovi proprio in questo; nel rivivere se stesso attraverso la vita di altri. Anche solo attraverso un'emozione, una sensazione, il ricordo di un odore, uno sguardo.

L:Un libro che amate? (Ogni una il suo ovviamente J )

E&L: Elisa: "Gli ingredienti segreti dell'amore", di Nicolas Barreau, un romanzo dall'atmosfera romantica e delicata tipica francese.
Lori: "Il profumo delle foglie di limone", di Clara Sánchez.

L:Innanzitutto scrivere un libro a quattro mani è un’impresa ardua che a voi è riuscita molto bene, come vi siete organizzate? Com’è nata e come si è strutturata una storia da due cervelli?

L&E:Eravamo a un bivio. Entrambe senza lavoro.
Elisa: Ho sempre scritto nella mia vita, fin da bambina. Pensieri, lettere, diari, romanzi iniziati e abbandonati per mancanza di tempo. Ecco, in quel momento di tempo ne avevo a sufficienza.
Ho proposto a Lori di seguirmi in questa incredibile avventura e lei ha risposto semplicemente: Sì.
Dal giorno dopo avevamo già la testa altrove, nel mondo di Stella e Giulio.
Per scrivere in due adottiamo un metodo tutto nostro: tanti briefing, e molto, moltissimo tempo insieme, fino al completamento del romanzo, momento in cui cediamo anche alla commozione, tanto è stato l'impegno e l'amore che vi abbiamo dedicato.
È successo anche quando abbiamo terminato "Imperfetti Innamorati", il nostro secondo romanzo, il seguito di "Scusa ma ti amo troppo", che uscirà il 28 luglio in versione eBook e a settembre in libreria. Occhi lucidi e sorrisi gongolanti. Siamo due "Sentimentalone...".

L: Parliamo di Giulio, è il primo romanzo il cui protagonista maschile è affascinante ma non proprio attraente (fisicamente parlando), diciamo che siamo abituate a sognare sui personaggi maschili dei romanzi, e farlo con lui è risultato quasi impossibile. Come mai questa scelta?

E&L:La scelta è voluta. Il marchio di "Scusa ma ti amo troppo" è la "verità", e nel mondo reale non ci si innamora solo dei bellocci che ti trattano male. Non siamo d'accordo sul fatto che con Giulio sia impossibile sognare. Noi per prime continuavamo a sognarlo... pagina dopo pagina. E con noi tantissime lettrici.Giulio è un uomo solido e sicuro che sa cosa vuole e non vacilla davanti a un forse, ma sa trasformarlo in un sì, grande e convinto. Sono gli uomini come lui che sanno farti sognare... non c'è alcun dubbio, anche se hanno un fisico robusto, un naso importante, gli occhiali, o cercano di farti ridere con battute che a primo acchito ti fanno storcere il naso. Giulio è l'uomo che ti ama, e che per questo sa guardarti nel solo modo possibile capace di scuotere e sbalordire. E comunque ha due occhi azzurri che ti stendono.

L: Perché questo “Alessandro Presta”? Forse perché è indispensabile il “belloccio” di turno?

L&E:Assolutamente sì, e la domanda precedente lo conferma. Alessandro Presta è funzionale solo a questo. Ci pone davanti all'ovvio: "Sono figo, allora sceglimi".La sua presenza darà la possibilità a Stella di scoprire che ciò che vuole è molto altro. Molto di più. Senza Alessandro Presta sarebbe stato tutto troppo semplice... e la vita non è semplice.

L: Un po’ di psicologia dei personaggi: Stella è indecisa, insicura, un po’ strana caratterialmente, ci parlate di lei?

E&L: Stella è una persona vera.
È bella ma non sa di esserlo perché nessuno glielo ha mai detto prima.
È strana? No, è confusa, perché improvvisamente conosce due uomini che la desiderano. Chi di noi non lo sarebbe? E che uomini! Stella non è la protagonista femminile a cui siamo abituati. Ti fa ridere ma anche tenerezza. A volte ti fa arrabbiare fino a risultare antipatica perché non condividi le sue scelte. Ha un animo gentile ma sa ferirti. Fa tutto parte della vita, non credete? E infine la perdoni... Perché scopri il suo dolore, e tifi per lei. Capitolo dopo capitolo affronta un vero e proprio percorso psicologico, e i lettori lo vivono insieme a lei, volenti o nolenti.

L: Come mai quel finale così simile a Twilight? È comunque una scelta che divide i lettori, c’è chi lo apprezza e chi al contrario lo disprezza...

L&E: Sinceramente? Saremo le uniche... Ma non abbiamo visto quel film. 😉
Comunque sapevamo in anticipo che il finale avrebbe diviso a metà: qualcuno lo avrebbe amato e qualcuno si sarebbe sentito preso in giro, ma abbiamo voluto rischiare. Eppure per noi non rappresenta la parte focale del romanzo. Il finale è il regalo che abbiamo concesso a Stella, il regalo che tutti noi vorremmo: poter rimediare agli errori. Il punto focale del romanzo è il modo in cui Stella prende coscienza di tutto, pronta a rinascere, sperare e finalmente credere.

L:Cosa vorreste dire in merito al vostro romanzo?

E&L:Talvolta ci si sente ridicoli ad amare troppo, soprattutto quando dall'altra parte non si percepisce lo stesso sentimento. E proprio da qui nasce il titolo del nostro romanzo."Scusa ma ti amo troppo" vuole distruggere il luogo comune che vede vincente chi fugge e far trionfare finalmente chi resta. Tutto qui... e non ci sembra poca cosa! 😊

L: È il vostro primo romanzo, posso chiedervi quali aspettative nutrivate?

L&E: Nessuna particolare aspettativa, desideravamo solo che qualcun altro, al di fuori di noi, potesse e desiderasse leggerlo. E così è stato. Quando in libreria sparì la prima copia dallo scaffale, iniziammo a fantasticare su chi lo avesse in quel momento tra le mani, emozionate come non mai. E siamo certe di rivivere la stessa emozione grazie a "Imperfetti Innamorati".



Ringraziamo di vero cuore queste due magnifiche autrici italiane, ne approfittiamo anche per segnalarvi il loro prossimo romanzo in uscita il 28 Luglio (versione ebook).


In uscita il 28 liglio
Imperfetti innamorati

sabato 2 luglio 2016

Segnalazioni: Le avventure del piccolo Ilian

SEGNALAZIONI


Le avventure del 
piccolo Ilian

Titolo: Le avventure del piccolo Ilian

Autore: Giulia Bacchetta

Link d'acquisto: Amazon

Casa editrice: Self-Publishing

Prezzo : 0,99 euro

Pagine: 56 

TRAMA
Prologo :L’antico borgo di Ciccia Lunga sorge arroccato su di un colle alle falde del Gran Sasso abruzzese; qui vive un bambino, buffamente paffuto, e con la passione per le pentole. Non solo ! Perché questo simpatico bimbo di nome Ilian, è un gran mangione e al quanto sognatore; un giovane avventuriero si potrebbe dire, nonostante abbia solo tre anni, e un ingombrante pannolino sulle sue grassocce chiappe. Il piccolo Ilian, bambino vivace e sempre pronto all'avventura insieme al suo incomparabile ciuccio, vive in una grande casa immersa nel verde, insieme a sua mamma e al suo babbo. Poiché impegnati a lavorare tutto il giorno, il piccolo e maldestro Ilian, trascorre le sue giornate in compagnia della cara nonna Gilda, chiamata da lui : la vecchia regina ! Ma Ilian ha tante sfide da affrontare e tanti sogni da realizzare, e con ciò, la sua caparbietà e sagacia lo vedrà far fronte alle premure della nonna così come ai nemici del suoi grandi viaggi. Pentole scovate e vette d’acciaio da scavalcare; inchiostri da recuperare, e pareti di giallo da tinteggiare, non costituiranno le uniche sfide che vedranno guerriero il nostro piccolo Ilian. Ombre misteriose e giochi di compagnia, potrebbero arricchire di bontà il cuore del piccolo avventuriero. Personaggi del passato, incontrati fra le righe di pagine e chissà, qual è il loro nome? Magari Ilian, lo scoprirà. Sempre in compagnia del suo incomparabile amico ciuccio, Ilian ha molte sfide da affrontare. E come poter mancare le tanto attese morali a fine racconto? Nonna Gilda vi lascerà un piacevole augurio della buonanotte con cinque semplici consigli ciascuno dei quali vi ricorderà le cinque simpatiche avventure del piccolo Ilian.