giovedì 29 settembre 2016

RECENSIONE FILM: Bridget Jones's baby



DATA USCITA: 22 settembre 2016
GENERE: Commedia
ANNO: 2016
REGIA: Sharon Maguire
ATTORI:
Renée Zellweger: Bridget Jones
Colin Firth: Mark Darcy
Patrick Dempsey: Jack Qwant
Jim Broadbent: Il papà di Bridget
Celia Imrie: Una Alconbury
James Callis: Tom
Sally Phillips: Shazza
Enzo Cilenti: Gianni
Gemma Jones: La mamma di Bridget
Ed Sheeran: Ed Sheeran
DISTRIBUZIONE: Universal Pictures Italy
DURATA: 123 Min



TRAMA

Sono passati 12 anni da quando Bridget Jones ha iniziato a scrivere il suo diario. Continuano ora le avventure e le disavventure della executive londinese ora arrivata alla soglia dei quarant'anni. In Bridget Jones 3, Bridget decide di concentrarsi sul suo lavoro di collaboratrice in un notiziario di punta, e di circondarsi di vecchi e nuovi amici. Per una volta, Bridget ha tutto completamente sotto controllo. Cosa potrebbe andare storto? La sua vita sentimentale ha però una svolta quando Bridget incontra un affascinante americano di nome Jack (Dempsey), tutto quello che Mr. Darcy non è. In un improbabile colpo di scena, si ritrova in dolce attesa, ma con un inconveniente...non è sicura dell'identità del padre.


RECENSIONE

Aspettavo di vedere questo film dalla prima pubblicità che ho visto, (se non sbaglio questa estate o forse era ancora primavera) e sono potuta correre al cinema solo ieri.

Adoro la simpatia, la personalità e la smodata disattenzione nel fare le cose di lei, sono una fan sfegatata di Bridget. Quindi dopo tanta, tantissima attesa, eccomi pronta a dirvi che mi ha delusa. Comunque è risultato essere un bel sequel. Ci tengo a precisare che, il fatto che mi abbia delusa non significa che non mi sia piaciuto.

La comicità è rimasta, il film comunque è moooolto simpatico! Scoppiavo ripetutamente in fragorose risate, come tutto il resto della sala d’altronde, ma l’attrice è dimagrita troppo! Sì, ha avuto molteplici problemi alimentari, psicologici ecc… ma la mia Bridget è, era, paffutella, rotonda, con i polpacci in vista e una pancetta da donna comune. Ora è asciutta, ha raggiunto il suo peso forma, purtroppo… Oltre al fatto che in pratica l’attrice non ha più i difetti fisici che tanto ossessionavano Bridget e che a me piacevano da morire, c’è un Mark Darcy di gran lunga invecchiato, che compete con quel bel pezzo di figo noto come Jack.

Insomma, il film è realmente molto capato in aria! Non è veritiero! Non può esserlo in alcun modo!

Però è simpatico, spensierato, ci sono due uomini molto affascinanti che competono per avere un figlio da lei, per diventare padri (che nella realtà non accadrebbe mai e poi mai, ancor più se si tratta di due miliardari!). Ci piace ridere, sognare e anche se non è veritiero e io mi aspettavo qualcosa di diverso, mi sono divertita molto. La scrittura del diario ovviamente continua, ma quelle agende piuttosto pericolose e alla portata di tutti (chi ha visto i due film precedenti mi capirà) sono stati abilmente e saggiamente sostituiti da un Ipad, che coperto da password è sicuramente più sicuro e segreto.

Vi consiglio la visione di questo film, perché non è poi così scontato il finale…

Ma quindi il padre del bambino è Mark o Jack? Non vi resta che scoprirlo…

Buona visione
C

RECENSIONE FILM: Man in the dark


DATA USCITA: 08 settembre 2016
GENERE: Horror, Thriller
ANNO: 2016
ATTORI:
Jane Levy: Rocky
Dylan Minnette: Alex
Daniel Zovatto: Money
Stephen Lang: L'uomo cieco
DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Italia
PAESE: USA
DURATA: 88 Min


TRAMA

Alcuni ragazzi si introducono nella casa di un uomo cieco per commettere un crimine. Considerando le condizioni del padrone di casa i giovani sono convinti che si tratterà di una passeggiata, ma le cose non andranno come previsto.


RECENSIONE

Trama interessante, quando l'ho letta ho avuto subito voglia di vedere questo film. Mi aspettavo qualcosa di paranormale, non so perché ma è così, invece in realtà non c'è nulla del genere in questo horror.

Certamente sono dell'idea che, visti al cinema, i film facciano molto più effetto che non visti in televisione, non potrebbe essere altrimenti vista l'atmosfera che la sala è capace di creare grazie allo schermo enorme, al buio e agli effetti sonori. Dunque immaginavo di spaventarmi andando a vedere un film horror che parlava di un gruppo di ladri entrati nella casa di un cieco per derubarlo dei suoi averi, pensando a quello come al colpo più facile del secolo... e ovviamente sbagliandosi.

Invece no, assolutamente no.

Devo essere molto sincera a questo punto, è stato una delusione totale. Altro che horror, si tratta di un film forse un po' claustrofobico ma che alla fine più che spaventare fa spazientire. I tre ladri, intrappolati nella casa di un uomo cieco e psicopatico che da' loro la caccia e che impedisce loro di scappare blindando ogni possibile uscita, non fanno che correre e nascondersi qua e là finendo sempre per restare bloccati in qualche modo. Girano in tondo per tutto il film e non risultano minimamente convincenti, né loro né tanto meno il loro aguzzino.

Non sono saltata dalla poltrona nemmeno una volta nonostante fossi al cinema a guardare una pellicola che avrebbe dovuto mettermi paura. No, non l'ha fatto. Non fa paura e verso la fine mi è venuto perfino sonno al punto che speravo solo che finisse in fretta.

Non c'è niente da fare, forse si tratta più di un thriller che di un film dell'orrore ed io avevo invece aspettative sbagliate. Del resto la trama si presenta bene, sembra interessante e cattura l'attenzione. Ma mi è mancata quell'inquietudine che voglio sentirmi trasmettere da un film che promette di spaventare.

Per il resto nemmeno il susseguirsi degli eventi mi ha colpita particolarmente. Credo proprio che questo film non mi resterà impresso nella memoria, non mi ha lasciato nulla a parte l'amaro in bocca.

Sconsigliato.
E


mercoledì 28 settembre 2016

RECENSIONE: La distanza tra me e te


TITOLO: La distanza tra me e te

AUTORE: Lucrezia Scali

EDITORE: Newton Compton

COLLANA: Anagramma

PUBBLICATO: 01/09/2016

PAGINE: 288

PREZZO: €9,90









TRAMA

Isabel abita a Roma, è poco socievole, precisa e abituata a programmare ogni dettaglio della sua vita, non sopporta le sorprese e non le piace cambiare i suoi piani all'ultimo momento. Andreas vive in un piccolo bilocale a Torino, gestisce l'officina del padre, ama la compagnia, il rischio e l'avventura. Due mondi incompatibili, uniti solo da un particolare: la passione per i cani. Ed è proprio quando li accompagnano a una gara che Isabel e Andreas s'incontrano. Quasi per gioco, iniziano a scriversi su Facebook. All'inizio brevi messaggi, che col tempo diventano frecciatine condite da ironia e malizia. E allora innamorarsi sarà un attimo. Sarebbe tutto perfetto, se non fosse che Isabel è sposata e Andreas è fidanzato. Il racconto di un amore scomodo, capace di usare l'autoironia come arma contundente. Perché il lieto fine, se ci sarà, avrà un prezzo per tutti.


RECENSIONE

Dopo aver letto “Te lo dico sottovoce” non mi aspettavo molto da questo nuovo romanzo firmato Lucrezia Scali, non fraintendetemi, mi era così piaciuto il suo primo libro che ero convinta che mai la stessa autrice avrebbe potuto scriverne uno ancora più bello. Invece, mi sbagliavo!
Se mi ero INNAMORATA di “Te lo dico sottovoce” , ora con “La distanza tra me e te” ho perso proprio la testa!

La prima cosa che mi è piaciuta è stata l’originalità ed attualità del contenuto, sicuramente l’argomento era spinoso da trattare ma Lucrezia c’ha palleggiato alla grande. È riuscita con grande maestria a catturare il lettore in questa storia così complicata, a renderla reale, a renderla affascinante, brillante e senza apparire mai scontata. L’originalità è racchiusa in un’unione naturale come quella del matrimonio, già Isabel la protagonista di questo romanzo è sposata con Matteo, e Andreas fidanzato con Regina, in questo genere di romanzo il tutto è in qualche modo insolito, o forse lo è solo per me, ma mi ha spiazzato talmente tanto che il romanzo mi ha subito conquistata. Poi, amo gli animali e non è un segreto che nei romanzi di Lucrezia (ormai nota veterinaria) fulcro della storia siano i cani, in questo specifico caso i protagonisti sono due esemplari di Australian Shepherd¹ di nome Frida e Ulisse. Galeotti furono gli Australian per Isabel e Andreas, che da quel giorno in poi si iniziarono ad incontrare su Facebook. Altro argomento fondamentale e centrale, che racchiude un significato molto profondo, già miei cari lettori, sapete quanto i social influenzano positivamente e negativamente la nostra vita?! Lucrezia ha saputo affrontare questo argomento, facendo anche prendere delle consapevolezze ben precise al lettore.

Oltre ai contenuti molto più profondi di ciò che appare inizialmente, (e ne ho citati solo alcuni) per chi mi segue su Instagram saprà che io convivo con un Pastore Australiano di nome Ares che adoro, e da buona intenditrice la signorina Scali ha proprio descritto alla perfezione i comportamenti e le caratteristiche di questa razza così attiva.

La scrittura è fluida, coinvolgente ed avvincente.
Poi le frasi che sono sopra ad alcuni capitoli sono fantastiche, stupende, volevo annotarle tutte e io non annoto mai (o quasi mai) nulla!

Io vi consiglio questa lettura in compagnia del bellissimo Andreas, l’indaffarato Mattia, l’indecisa e troppo precisa Isabel, l’ingenua e troppo fragile Regina, il mangiatore di scarpe seriale Ulisse e il pozzo senza fondo Frida. Dovete davvero intraprendere questa lettura, fatelo, anche solo per il finale.

Il più bello e spiazzante finale che io abbia mai letto!

Vi auguro una buona lettura
C


¹ Il pastore australiano - che, anche se si chiama così, non arriva dall'Australia - si affeziona particolarmente ai bambini e li segue ovunque vadano. Sono cani molto intelligenti e agili, possono praticare sheepdog, agility, velocità, salto, calcio oltre che salvataggio sulla neve onell'acqua. Non è molto alto ma nelle gare di agility viene classificato nella categoria Large.

venerdì 23 settembre 2016

RECENSIONE: Proibito


TITOLO: Proibito

AUTORE: Tabitha Suzuma

EDITORE: Mondadori

PUBBLICATO: 25/01/2011

PAGINE: 360


PREZZO: €16,00











TRAMA

Lochan ha quasi 18 anni, è chiuso e solitario. Maya ne ha 16, è molto sensibile e più matura di quello che la sua età richiederebbe. Sono fratelli, e hanno altri tre fratellini più piccoli da accudire: Kit, Tiffin e Willa, la loro ragione di vita e la loro preoccupazione più grande da quando il papà li ha abbandonati per una nuova famiglia e la mamma ha iniziato a bere e si è trovata un altro uomo. I giorni passano e solo una cosa ha senso: essere vicini, insieme, legati, forti contro tutto e tutti. Per Maya, Lochan è il migliore amico. Per Lochan, Maya è l’unica confidente. Ma cosa succede quando il vortice dei sentimenti ti trascina verso un’attrazione fatale? Se il legame diventa così stretto e subentrano l’attrazione fisica, la passione, la gelosia, la dipendenza? Un bacio, un momento di passione e poi la catastrofe è inevitabile. 


RECENSIONE

Lei: Maya ha 16 anni, è molto sensibile e più matura di quello che la sua età richiederebbe.

Lui: Lochan ha quasi 18 anni, un genio silenzioso e incompreso che vive nel suo universo privato.

Segni particolari? Sono fratelli, e hanno altri tre fratellini più piccoli da accudire: Kit, Tiffin e Willa, la loro ragione di vita.

Quando ho letto la trama di questo libro sono rimasta basita, ho pensato sarà la classica schifezza, in fondo parliamo di incesto tra fratelli. E invece no. L’autrice è stata così brava da trattare questo argomento con un lato del tutto delicato, dolce e pieno d’amore.
Come si evince dalla trama, stiamo parlando di una famiglia in cui i genitori sono praticamente assenti, padre che scappa via abbandonando cinque bambini alle cure di una ‘madre’, che è troppo presa a bere e dall’ultimo uomo della sua vita.
Abbiamo di fronte questi due protagonisti che si prendono cura dei fratelli più piccoli, e non si lamentano mai, sono dei genitori per loro, e li accudiscono in tutto. Sono talmente tanto la loro ragione di vita che si annullano per loro, in fondo potrebbero anche uscire e fregarsene, ma si sacrificano in tutto pur di tenere la famiglia unita.
Nel corso del libro, ovviamente, non sarà tutto rose e fiori, anzi. Saranno proprio queste sciagure che porteranno i due fratelli maggiori ad avvicinarsi sempre più. Fino a quando non capiranno di essersi sempre amati, parlo di un amore che va oltre all’amore tra fratelli.

Mya
“In fondo, dipende tutto da quanto uno sia disposto a sopportare,
da quanto uno riesce a stringere i denti. Stando insieme,
non facciamo male a nessuno; stando separati, ci consumiamo”.

Sapete cosa mi ha stupita davvero? Che l’autrice in certi punti esprime un amore così dolce, che a volte riesce a farti dimenticare che sono fratelli, che stanno commettendo qualcosa di completamente sbagliato e illegale. Riesce a immergerti in quelli che sono due persone così buone, ma nello stesso tempo così forti da tirare avanti. Ad un certo punto volevo prenderli e abbracciarli, rassicurarli che tutto sarebbe andato nel verso giusto.  Anche se questo non succederà.

Lochan
 “Ogni volta che sono lontano da Maya mi sento incompleto…
o peggio. Mi sento una nullità, come se non esistessi
affatto”.


 Sarà proprio questo amore immenso che Lochan ha nei confronti della sua famiglia, e di Maya che lo porterà a sacrificarsi, tenterà fino alla fine di prendersi cura di loro.
che posso dirvi? È un libro che mi lascia ancora oggi, a distanza di giorni dalla lettura con una punta di dolore e rabbia. Dolore per il finale, che davvero non mi sarei mai aspettata (perché in fondo credo sempre nel lieto fine), e rabbia per una madre e un padre che abbandonano i propri figli al loro destino come se non contassero niente.
Non voglio andare nel dettaglio con questa recensione perché penso sia un romanzo che diventa personale, nel senso che a me ha trasmesso quello che ho cercato di scrivere qui, ad altri può trasmettere schifo, orrore, rabbia, dolore, e tanto altro.
Affrettatevi a leggerloooooo! E fatemi sapere cosa ne pensate…
Come sempre, alla prossima…

Eleonora 

RECENSIONE FILM: Paradise Beach - Dentro l'incubo


DATA USCITA: 25 agosto 2016
GENERE: Drammatico, Thriller
ANNO: 2016
REGIA: Jaume Collet-Serra
ATTORI:
Blake Lively: Nancy
Oscar Jaenada: Carlos
Brett Cullen: Il padre di Nancy
Sedona Legge: Chloe
(Il nome dei due surfisti non c'è dato saperlo)
DISTRIBUZIONE: Warner Bros
DURATA: 86 Min



TRAMA

Nancy sta facendo surf da sola di fronte a una spiaggia isolata quando viene attaccata da un grande squalo bianco che le impedisce di tornare a riva. Anche se solo 200 metri la separano dalla salvezza, dovrà mettere in gioco tutta la sua forza di volontà per sopravvivere.




RECENSIONE

Film interessante, sicuramente d'impatto, ma che mi lasciava qualche ragionevole dubbio sul fatto che gli squali assassini ci sono stati proposti da innumerevoli film ormai, tanto che mi chiedevo “Ma cosa mai potranno fare di nuovo?”. Invece mi sbagliavo, perché in effetti qualcosa di nuovo c'è davvero. Intanto comincio con il dire che la (bellissima) protagonista risulta subito simpatica, sta fuggendo da una vita che non sente più sua e raggiunge una spiaggia meravigliosa seguendo le tracce di un viaggio fatto in passato da sua madre defunta. Forse perché si avvicina alla realtà di molti di noi, almeno per me, viene percepita come vicina, amica.

Si ritrova però faccia a faccia con un incubo.

Mentre fa surf viene aggredita da un enorme squalo che difende il suo territorio di caccia. Resta intrappolata su uno scoglio sapendo che la spiaggia è praticamente sempre deserta e, ferita gravemente, sembra spacciata, tanto più che se si azzarda a mettere piede in acqua rischia di finire tra delle fauci mostruose.

Ovvio che tutto il film è una lotta tremenda per la salvezza tra un gigantesco predatore ed una ragazza che si ritrova a scegliere tra combattere o morire. Devo dire che è coinvolgente e, visto al cinema, qualche salto dalla poltrona lo fa fare. Nuova la scelta di una protagonista donna che compete con lo squalo (quando in passato venivano generalmente mangiate subito o tratte in salvo appena in tempo sul finire, quando qualcuno riusciva ad averla vinta).

Niente, invece lei è da sola, deve lottare e lo fa fino alla fine, tanto da avermi fatto pensare ad un Rambo al femminile, a volte un po' troppo, perché devo ammettere che il finale, sebbene spettacolare, è improbabile.

Per nulla noioso, crea una particolare empatia a chi guarda nei confronti della protagonista e tiene con il fiato sospeso fino alla fine. Il rischio qui era di fare un remake di “Lo Squalo” che, come altre nuove versioni recenti di vecchi film, facesse pensare che sarebbe stato meglio farsi gli affari propri. Invece non è stato così e ve lo consiglio.

Buona visione 
E

giovedì 22 settembre 2016

Il vincitore del Giveaway è...


INCIPIT DEL LIBRO IN PALIO
"Fuoco e ghiaccio"
di Carmilla D
edito da Intrecci Edizioni

Nuovo anno accademico 
L’inizio del semestre mi faceva sempre un certo effetto, pur non essendo una novità, per me. Guidavo nel traffico mattutino come un automa, la strada scorreva sotto le ruote del mio coupé come l’acqua di un fiume che mormora tranquillo, tanto la conoscevo a memoria. Mi imbambolai, in coda all’ennesimo semaforo che mi portava in facoltà, e tra me e me pensai che era una fortuna avere il posto riservato nel cortile. Già, chissà dove avrei parcheggiato sennò… Certe volte ero proprio pigro. O forse dovrei dire annoiato? Senz’altro si trattava di noia; anche perché camminare o correre non mi costava nessuna fatica, se non il disturbo che dovevo prendermi per moderare l’andatura. Il fatto di avere sensi così sviluppati era davvero un pregio in certi casi, mi permetteva di perdermi nei miei pensieri senza badare alla strada o al traffico. Il più delle volte erano rivolti a questioni piuttosto concrete o a problemi professionali. Ero molto meno avvezzo invece alle speculazioni di carattere filosofico; non tanto perché non le amassi, ma perché nel corso dei secoli avevo elaborato una visione della vita tutta mia. Per quanto riguardava la religione invece il discorso era del tutto diverso. La fede per me era un tasto così delicato che non l’avevo mai presa sotto gamba. Mi ritenevo un buon credente, ligio ai doveri di cattolico: presenziavo alla santa Messa quasi ogni domenica e mi presentavo di tanto in tanto dal padre confessore; purtroppo non avevo mai potuto dire proprio tutta la verità perché, segreto o non segreto, avevo sempre temuto che qualche reverendo oltremodo zelante chiamasse la neuro per farmi internare. Certo che mi ponevo l’interrogativo di che cos’ero agli occhi di Dio Padre; ma in tutto il tempo che avevo avuto, le ricerche e gli innumerevoli tentativi di sondare il problema con chi sembrava saperla più lunga di me erano purtroppo falliti. Perciò era da un pezzo che avevo accantonato la questione. Del resto, perché continuare a crucciarsi se nessuno possedeva le risposte che cercavo? Ormai avevo deciso che l’avrei chiesto direttamente all’Altissimo, se mai mi fosse capitato di presentarmi al Suo cospetto. “Uffa, coda anche lungo l’ultimo rettilineo… Certo che con l’andare del tempo non ci sono affatto stati progressi nella circolazione stradale!” pensai con disappunto, riemergendo dalle mie elucubrazioni. Una volta tutto era più semplice, ci si poteva quasi materializzare in mezzo alla gente senza che nessuno si prendesse la briga di fare domande imbarazzanti, a parte qualche occhiataccia, per lo più sgomenta. In quel momento arrivai all’ingresso della facoltà, mi apprestai a strisciare il mio pass per accedere al parcheggio del cortile e mi ritrovai a riflettere che io, a differenza di molti altri della mia specie, mi ero del tutto integrato nell’era moderna. Magari grazie alla mia indole o alle frequentazioni di giovani studenti, non avrei saputo dire di preciso; ma amavo la vita che facevo: non mi mancava nulla e non volevo che cambiasse perché mi sentivo davvero realizzato. Poi pensai al clan degli Anziani, ossessionati dalla necessità di vivere nell’anonimato, mi annoiavano e mi infastidivano oltremodo. Erano tutti così seri e incartapecoriti, così all’antica! Ecco perché la maggior parte di loro viveva rintanata. Erano davvero inadatti a condividere il mondo degli umani. Per fortuna godevano di grosse rendite di denaro, frutto di un accumulo protrattosi per secoli. Parcheggiai l’auto nel posto assegnatomi e spensi la radio, che passava Hero di David Bowie. Non me n’ero quasi accorto, immerso com’ero nei miei pensieri. Mi ritrovai a osservare quante volte avessi ascoltato quel 7 pezzo e considerai che forse conciliava le riflessioni che avevo appena fatto, con quel suo ritmo ipnotizzante e inconfondibile. Mi sentivo di buon umore, perciò decisi di non rovinarmelo recandomi al bar per qualche uggiosa conversazione da inizio anno; ne avevo sentite mille volte, mi tediavano, tanto più che non avevo proprio voglia di trangugiare uno schifoso caffè. Non che lo facessero male; anzi a detta di tutti era bevibile, ma non era proprio il mio genere. Mi diressi quindi verso l’ala della facoltà che ospitava il mio dipartimento, orgoglioso del fatto che fosse quella più antica: del resto quale zona del Castello del Valentino poteva essere più adatta ad accogliere il dipartimento di Storia dell’Architettura Medioevale e Rinascimentale, se non il corpo centrale e più vetusto? Mi apprestai a salire con calma lo scalone di rappresentanza, che conduceva anche alla presidenza. Ogni volta che cambiavo ateneo mi gustavo quel gesto più di ogni altro, forse perché sapevo non lo avrei potuto fare per tutto il tempo che volevo. Avevo i giorni contati in qualsiasi università e ogni anno che passava decretava l’avvicinarsi della mia partenza verso un’altra per motivi di famiglia. Per quanto mi trovassi a mio agio tra gli umani, avrebbe sollevato non poche perplessità la presenza di un docente con il perenne aspetto di un venticinquenne, nonostante la carriera degna di un professore prossimo alla pensione. Dovevo farmene una ragione; anche se quel pensiero mi metteva sempre addosso una certa malinconia. Quel tratto del mio carattere era rimasto molto umano e, sebbene il passare dei secoli avesse stravolto la mia prospettiva del tempo in modo irrevocabile, mi ritrovavo sempre affezionato ai colleghi e ai luoghi che frequentavo, proprio come qualsiasi altra persona, e la dipartita mi provocava sempre una piccola fitta al cuore. Ero conscio che non avrei mai più potuto vedere quella gente e solo il pensiero che sarei comunque potuto tornare in quel luogo - anche se dopo una lunga assenza, per evitare con sicurezza di essere ricordato - mi dava un piccolo sollievo. Sapevo che almeno quel posto l’avrei rivisto, mi era concesso affezionarmi solo a quest’ultimo se non volevo soffrire. Ma che vita era potersi attaccare solo a delle cose? [...]






Il vincitore del Giveaway è il numero…

38
Complimenti a _trashinganarchy

RECENSIONE: Io prima di te


TITOLO: Io prima di te

AUTORE: Jojo Moyes

EDITORE: Mondadori

PUBBLICATO: 05/01/2012

PAGINE: 396

PREZZO: € 13,00











TRAMA

A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre. "Io prima di te" è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.


RECENSIONE

Ormai è passata più di una settimana da quando ho terminato la lettura del romanzo di “Io prima di te” e solo oggi ho trovato il coraggio di provare a scrivere questa mia opinione sul blog.

Credo che questa recensione entrerà nella mia Top10, delle 10 recensioni più difficili da scrivere in assoluto. Per me, ed è un parere mio e solo mio, una buona recensione deve essere onesta, veritiera, spassionata e deve trasmettere molteplici sensazioni al lettore, per esserlo deve inglobare anche degli aspetti negativi, o almeno meno positivi. Suuuuuu, non fate i puritani, anche nel vostro libro preferito una sola frase che vi ha fatto storcere il muso c’è stata, un avvenimento scontato o cose del genere, che fondamentalmente non stonano e non influenzano la storia in modo negativo, non ve la fanno piacere di meno, è semplicemente che ci sono (se non avete mai trovato nulla del genere è solo perché siete troppo buoni)!

Bene, quindi cos’è questa cosa che non mi è piaciuta, che mi ha fatta storcere il muso in “Io prima di te”? Non c’è!

Probabilmente Jojo Moyes non si è inventata nulla, il lieve richiamo a “Quasi amici”¹, lieve? La storia è un po’ la stessa solo che ad assistere Will c’è Lou e non un uomo. Questa frase è tanto per trovare il pelo nell’uovo , ho messo a posto la mia coscienza ho fatto la parte della cattiva ed ora voglio raccontarvi cosa mi è piaciuto di questo libro…

La scrittura della Moyes è sublime, scorrevole, coinvolgente, è un abbraccio che ti culla lentamente, è il calore di una carezza, è una lacrima che scende calda sulla guancia e dopo poco incontra un sorriso.

Mi è piaciuto praticamente tutto, gli scontri iniziali tra Will e Lou, i loro momenti di amicizia, gli avvicinamenti, i libri, i giornali, i film con i sottotitoli, il tatuaggio insieme tutto.

Ho adorato il pezzo in cui Will fa entrare Lou nel labirinto e mi è piaciuto ancor di più quando è stato lui a soccorrerla. Il ruolo delle tazze di thè è paradisiaco, perché seppur non è vero che tutto può risolversi con una buona tazza di thè, comunque è una calda e buona compagnia che non fa mai male e può aiutare.

Mi sono piaciute le calze a righine da ape, ed ho deciso che se mai dovessi trovarle le comprerò, anche se antiestetiche.

Le scene sono tutte ben descritte e ben argomentate, le situazioni si snodano che è una meraviglia e i passaggi nitidi. Certo è che però avrei gradito qualche spiegazione ulteriore in alcuni punti, come ad esempio sul complesso di Florence Nightingale², che viene citato e non spiegato.

Non è un segreto che questo libro sia drammatico, ma vi assicuro che non ho potuto trattenere le lacrime in alcun modo ( a differenza del film che ribadisco, NON FA PIANGERE!), è un dolore intenso che sale dal cuore, un peso insopportabile. La storia più commovente però è racchiusa tutta nella fine, in quella lettera che Lou aprirà davanti al suo croissant caldo e ad un grande café crème, seduta a Café Marquis, Rue Des Francs Bourgeois.

Vi auguro che tutti prima o poi possiate leggere questo libro, è una vera e propria lezione di vita in versione leggermente romance.

Buona lettura
C


P.S: Non credo che acquisterò e leggerò mai “Io dopo di te” , capitemi.

¹:Quasi amici (Intouchables) è un film del 2011 diretto da Oliver Nakache e Éric Toledano.
²:per intenderci brevemente è come la sindrome della crocerossina, quindi questo complesso psicologico fa sì che chi sta curando si innamori del malato.

domenica 18 settembre 2016

RECENSIONE: La nostra storia segreta


TITOLO: La nostra storia segreta

AUTORE: Lesley Jones

EDITORE: Newton Compton

PUBBLICATO: 12/08/2016

PAGINE: 416

PREZZO EBOOK: €0,99











TRAMA

Lo amo da quando avevo undici anni e l’ho incontrato per la prima volta. Lo amo e niente potrà farmi cambiare idea, io sono sua, il mio cuore è suo e il mio corpo è suo e non importa quante bugie vengano dette, quante persone complottino per separarci, nonostante la notorietà e la distanza, troveremo un modo.
“Georgia Rae, when we made love you used to cry…”. Lui aspetta che io canti la mia parte del brano dei Dire Straits. Trattengo invano un singhiozzo e canto: “I said I love you like the stars above, I’ll love you till I die”.
La nostra storia segreta è un’audace storia d’amore che rompe tutte le regole e va al di là del tempo. La storia di Georgia e Sean resterà con voi per molto tempo dopo aver letto l’ultima pagina. Una lettura emozionante e bollente.


RECENSIONE


Lei: Georgia, giovane innamorata da sempre dell'amico del fratello;

Lui: Sean, leader dei Carnage, bello, stronzo e dannato.

L’altro: Cam, proprietario di vari locali della città. Bello, dolce e leggermente ‘mafioso’. Dal passato drammatico

Da quando scrivo recensioni, ho davvero difficoltà nel descrivere questo libro. Mi sono presa del tempo per ‘metabolizzarlo’. Ecco perché scrivo questa recensione dopo giorni dall’uscita del libro.Beh, sinceramente non è cambiato nulla…
Ho iniziato questo libro con molte aspettative, non lo nego, la trama mi intrigava, ero convinta che ci fosse una storia romantica dietro. Il classico tira e molla, lui che segue il suo sogno di diventare una rockstar, lei che lo aspetta a casa, disperandosi. Ma non è così.
In questo libro non ho amato nessuno dei personaggi, sembrerà assurdo ma è così, lei è una ragazza frivola, odiosa, incoerente, senza rispetto per sé stessa. Scopre, (solo lei non l’aveva capito), che il padre è un mafioso? Cosa fa? Niente… dice che capisce il perché di tutti quei soldi adesso…
Lui veramente terribile, cioè presissimo dalle sue cose, troppo legato al suo futuro da rockettaro.
L’altro è l’unico che forse forse si salva, tratta lei con amore e rispetto, l’aiuta a riprendersi dall’abbandono di lui. Ma cosa succede quando Lui torna? Esatto! Viene mollato…e cerca di riprendersela in tutti i modi, quindi pure masochista! :P
Lasciando perdere il linguaggio assurdo, non capisco come possano pubblicare romanzi del genere ed avere recensioni bellissime sinceramente. Vi riporto un pezzo del libro –‘…niente postumi della sbornia, solo la bocca secca come la passera di una suora. ….’-. e così come questa ci sono altre mille frasi in cui mi sono fermata e mi sono chiesta: ‘ma seriamente cosa sto leggendo?’.
Ma quando pensi che ci sia limite al peggio ecco che l’autrice si supera e sapete come? Diventando a mio parere super diseducativa, in questo romanzo dovete sapere che tutti prendono droga come se fossero delle mentine per l’alito. Ma non parliamo di qualche droga leggera… noooo qui si va avanti di cocaina… escono per festeggiare una festa di compleanno, strisciata!
Fatto sta che pagina dopo pagina si arriva alla conclusione, cioè con un finale assurdo… in cui ti fermi e dici: ‘ma seriamente cosa è successo?’.
Allora non so se consigliarvelo, o no. Nel senso che questo libro mi lascia così senza parole che non so bene come identificarlo.
Ditemi la vostra se l’avete già letto… J alla prossima, come sempre…

Eleonora

giovedì 15 settembre 2016

Giveaway 4 - CHIUSO





GIVEAWAY 4 - terminerà il 21 Settembre 
ore 23:59

Ringraziamo Intrecci Edizioni per questa magnifica opportunità, saranno loro a regalarvi il libro in questione! Visitate il loro magnifico blog cliccate QUI


TRAMA

Torino, facoltà di architettura. Inizio di un nuovo anno accademico. Alessandro Rucellai è approdato alla cattedra di storia dell'architettura moderna e medioevale in seguito all'ennesimo trasferimento. Una necessità dovuta alla sua particolare natura che lo ha dotato di sensi sopraffini, ma soprattutto di un'avvenenza così straordinaria da lasciare senza fiato. Tuttavia in mezzo a tutte le sue nuove esterrefatte allieve coglie una voce fuori dal coro. La reazione di una ragazza, Angelica, lo stupisce e lo incuriosisce. Come mai non è rimasta ammaliata dai suoi insoliti occhi azzurro ghiaccio? Come riesce a fissarli senza difficoltà e addirittura a spingersi oltre, fino a cogliere nella sua statuaria perfezione qualcosa di anomalo? Tutti questi interrogativi fanno breccia nel gelido cuore di Alessandro che non si è mai concesso all'amore. Tuttavia la passione bruciante che inizia a provare per quella giovane ragazza non sarà facile da gestire. Il suo mondo non è adatto alla fragile natura umana e lui non sa di avere a Torino un antico nemico che non aspetta altro che mettere in atto la sua vendetta strappandogli il suo vero amore. Riusciranno Alessandro e Angelica ad amarsi?


I numeri assegnati ai partecipanti (il cui ordine è casuale) saranno scritti di seguito a questo post e nei giorni seguenti al termine sarà estratto il numero vincente tramite Random.org.
  1. Ross_3193
  2. Imieilibrisonome
  3. Amy_bisk
  4. Laragazzapigra
  5. Robby.valenza
  6. Iamonlyareader
  7. Hotstorm403
  8. Capasciacqua
  9. Miriam.davi
  10. Emanuelazabatta64
  11. Blackcat_library
  12. Leggendoinsieme
  13. Valeriasalvato
  14. Hermanita76
  15. Salvatoreilliano95
  16. Lauracolucci_
  17. Aidivale2
  18. Oriettacitti
  19. Missmarple00
  20. Stemiao_83
  21. Mikychica
  22. Patriziaferriro79
  23. Elektra_miller
  24. tuttopertutti_blog
  25. Icummari_libri
  26. Poiu801
  27. Brigidina.indipendente
  28. Angeladf991
  29. Pensierisconnessi
  30. Rominatorino
  31. Desgiu
  32. Allina996
  33. Massarottobarbara
  34. Bebatag
  35. Loryspm
  36. Dany220577
  37. Amante_di_libri
  38. _trashinganarchy
  39. Abeautifulencounter
  40. Carmilla32
  41. Luanapuliga82
  42. Saracucciol
  43. Marybeauty1986
  44. Isa91.ip
  45. Elenitta26
  46. Psicodoom
  47. Mila.mali
  48. Rmartino88
  49. Stefanietta.official
  50. Pensierieparole908
  51. Immary86
  52. Lory_cirillo



#CHIUSO#

RECENSIONE FILM: L'estate addosso




DATA USCITA: 14 settembre 2016
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO: 2016
REGIA: Gabriele Muccino
ATTORI:
Brando Pacitto: Marco
Matilda Lutz: Maria
Joseph Haro: Paul
Taylor Frey: Matt
MUSICHE: Jovanotti
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
PAESE: Italia
DURATA: 103 Min



TRAMA

Marco ha 18 anni, sta per diplomarsi al liceo ma di fronte alle fatali scelte della vita, è terribilmente angosciato dall'incertezza assoluta sul proprio futuro. L'estate "della maturità" subisce un improvviso colpo di scena quando, in seguito ad un incidente con lo scooter, Marco riceve dall'assicurazione un risarcimento che gli consentirà di partire per San Francisco. Con suo grande disappunto però, anche Maria, una compagna di scuola soprannominata da tutti "la Suora", partirà alla volta della sua stessa meta, ospite della stessa coppia di amici contattati dal compagno di classe Vulcano. All'aeroporto di San Francisco ci sono ad attenderli due ragazzi, Matt e Paul. Quel che Vulcano non ha detto è che Matt e Paul convivono e sono una coppia gay. Irritazione e pregiudizio si manifestano immediatamente e Marco prende ancor di più le distanze da Maria "la Bigotta". Nonostante le premesse, nei giorni seguenti i quattro amici inizieranno a conoscersi, gettando le basi per costruire un'amicizia imprevista e sorprendente e i giorni inizieranno a trascorrere veloci e nuovi per tutti loro. Questa diventerà presto la loro Estate. Per sempre.


RECENSIONE

Ieri 14 Settembre 2016 Gabriele Muccino decide di anticipare di un giorno l’uscita del suo ultimo film in tutte le sale cinematografiche italiane, sfruttando l’iniziativa del cinema a 2€ in tutta Italia, applicata solo per il secondo mercoledì del mese.

Ovviamente da buona amante del cinema, mi reco assieme ad una mia amica (con largo anticipo) nel multisala più vicino, ed essendo ormai pochi i film proiettati che non avevo visto, ho sfruttato l’iniziativa a mio favore recandomi a vedere “L’estate addosso”. Premetto che non adoro i film di Muccino, ma seppur carino, il film di fatto manca di trama e contenuti. È la visione di ragazzi che si divertono e sinceramente l’ho trovato un tantino noioso, ma tranquilli, gireranno molti luoghi e daranno anche a voi la possibilità di vedere ad esempio Cuba, la California e New York. La trama del film è racchiusa tutta negli ultimi due minuti.

Non ho apprezzato i sottotitoli presenti praticamente per tutta la durata del film, mi ha fatto rivivere molto “Mio Zio”¹, l’unica differenza è stata che “Mio zio” era in francese mentre “L’estate addosso” in inglese. Non che i film con i sottotitoli siano brutti, anzi, ma non potevo distrarmi un secondo, non potevo sussurrare commenti alla mia amica, non potevo deconcentrarmi un secondo. Sicuramente una visione fatta comodamente dal divano di casa mia in solitudine sarebbe stata più appropriata.

Secondo fallo? Le scene di sesso erano troppo, erano eccessivamente troppo. Hanno creato imbarazzo in tutta la sala, cioè mi ritrovavo a guardare in faccia la mia vicina di poltroncina, tutte le donne erano in un certo qual modo costrette a distogliere lo sguardo dallo schermo,c'erano pochi ragazzi e non erano nei miei paraggi, perciò non conosco le reazioni degli uomini ma per le donne era spiacevole ve lo assicuro e non è per fare la puritana! È stato quasi peggio di “Cinquanta sfumature di grigio”, anzi, togliamo anche il “quasi”.

Comunque mi sono piaciute diverse scene, l’iniziale omofobia di Maria e l’apertura mentale di San Fancisco. Poi ci sono parti molto scontate, però sono passabili.

Per il resto questo è il mio parere, non è un film brutto assolutamente, ma non ti fa la differenza nella vita, comunque non è uno di quei film che ti torna in mente e ti fa venir voglia di rivederlo ancora e ancora. Almeno non a me.

P.S: Commedia sì, più o meno almeno.
Drammatico assolutamente no! Se “L’estate addosso” è drammatico “Io prima di te” cos'è?

Buona visione
C

¹: Mio zio - (Mon oncle) è un film del 1958 scritto, diretto e interpretato da Jacques Tati, terzo della sua filmografia in veste di regista.

lunedì 12 settembre 2016

Blog Tour

Ciuf ciuf... blogtour in partenza




Blogtour – Fuoco e ghiaccio

Ci piacciono le nuove avventure!

Amiamo le sfide e amiamo sperimentare.

Ecco perché abbiamo deciso di organizzare un blogtour per presentarvi la nostra ultima novità editoriale.

Stiamo parlando di FUOCO E GHIACCIO di Carmilla D.


Grazie alla collaborazione di cinque fantastici e fantastiche book blogger abbiamo pensato di farvi entrare nella storia prendendovi per mano e accompagnandovi, sicuri che alla fine sarete innamorati di questo libro e non potrete far altro che correre ad acquistarlo!

Ma chi saranno i blog che ci ospiteranno?

E quali le date?

Tra una settimana esatta partirà questo nostro viaggio.









1° TAPPA – 15/09

Saremo ospitati da due sorelle che con passione curano L’odore dei libri 7, che per l’occasione pubblicherà l’incipit del romanzo e organizzerà un fantastico giveaway.



2° TAPPA – 22/09

Chi è Carmilla D.? Siete curiosi di conoscere la nostra autrice? Martina ci ospiterà nel suo blog Milioni di Libri e intervisterà proprio Carmilla D.


3° TAPPA – 29/09

Se è vero che un’immagine dice molto più di mille parole allora questa tappa ne sarà la conferma!LorisInTheBook per l’occasione pubblicherà un estratto del libro ma soprattutto ci scatterà una foto molto particolare del libro.


4° TAPPA – 6/10

La dolcissima Ambra di Liber_Libri ci presenterà i protagonisti del nostro libro…


5° TAPPA

Le parole e i libri non ti lasciano mai soli. Ti fanno passare ore indimenticabili, Maria blogger di Come non sentirsi soli nella tappa conclusiva ci parlerà di Fuoco e Ghiaccio grazie ad un’attenta recensione.



Che ne pensate siete dei nostri?

In fondo viaggiare da soli è noioso!

Vi aspettiamo.
Intrecci Edizioni

domenica 11 settembre 2016

Twin Towers- 11 Settembre 2001- 2016

Gli attentati dell'11 settembre 2001 sono stati una serie di quattro attacchi suicidi che causarono la morte di circa 3 000 persone, organizzati e realizzati da un gruppo di terroristi aderenti ad al-Qāʿida contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti, spesso citati dall'opinione pubblica come i più gravi attentati terroristici dell'età contemporanea.



QUINDICI ANNI DOPO
11 Settembre 2016


RECENSIONE FILM: Independence Day: Rigenerazione


DATA USCITA:  08 Settembre 2016
GENERE: Azione, Fantascienza
ANNO: 2016
REGIA: Roland Emmerich
ATTORI:
Liam Hemsworth: Jake Morrison
Jessie Usher: Dylan Hiller
William Fichtner: Generale Adams
Maika Monroe: Patricia Whitmore
Joey King: Sam
Jeff Goldblum: David Levinson
DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox
DURATA: 120 Min
FORMATO: 2D - 3D






TRAMA


Dopo l'attacco sferrato dagli alieni nel 1996, l'umanità ha sempre saputo che sarebbero tornati. Grazie all'utilizzo di tecnologia aliena, le nazioni della terra si sono unite nel creare un programma di protezione globale, ma nulla ci potrà preparare ad un attacco alieno senza precedenti. Solo la genialità di un piccolo gruppo di uomini e donne salverà il mondo dell’estinzione.




RECENSIONE


Premettendo che sono una fan del primo film che ha ormai vent'anni, non avevo grandi aspettative su questo. Il motivo è che quando c'è alle spalle una pellicola memorabile come Independence day è molto complicato che un sequel dalla trama molto simile sia allo stesso livello, nonostante la scelta di mantenere i personaggi che hanno reso grande il primo. Ed infatti purtroppo non mi sbagliavo.

I personaggi principali che dovrebbero ricoprire il ruolo di Will Smith (che non è nel cast) e combattere i nemici mi sono sembrati scontati e privi di anima, il risultato di un copia-incolla che però non è granché riuscito. Fanno praticamente la stessa cosa del film precedente, entrano nella nave spaziale aliena e per uscirne rubano due navicelle che poi usano contro i nemici. Soltanto che nessuno di loro ha nemmeno lontanamente lo spessore ed il carisma di Steve Hiller (Will Smith) e David Levinson (Jeff Goldblum) del primo film. Pochissimo rilievo viene dato a quest'ultimo, davvero troppo poco considerando gli accadimenti di vent'anni prima, e l'idea di paragonare il comportamento dei nemici alieni a quello delle api di un alveare (con la regina che comanda e morta lei il resto si disperde) mi è sembrato un modo per risolvere a favore degli umani un conflitto che altrimenti sarebbe stato perso in partenza. Ma se è una razza superiore, con tecnologie mai viste, in grado di costruire navi grandi come pianeti e scudi in grado di contenere senza danni esplosioni nucleari... poi hanno l'autonomia di scelta delle api operaie!? Morta la loro regina non sanno più che fare e perdono di vista l'obiettivo!?
No, mi spiace, non ho apprezzato per niente questa scelta, ancor meno perché anche non volendo mi ha ricordato il film d'animazione Dragon Trainer nel quale il “drago regina” (gigantesco come la regina aliena) rintanato in una immensa gola comanda il comportamento di tutti gli altri draghi (molto più piccoli). Come se non bastasse anche in questo film la creatura viene stanata ed uccisa in modo da fermare i suoi soldati.
I lati positivi comunque ci sono. Effetti speciali meravigliosi, personaggi simpatici tra i quali ho apprezzato lo scienziato in coma che si risveglia e si ritrova “connesso” in qualche modo agli alieni, visto che vent'anni prima uno di questi l'aveva quasi ucciso, riducendolo in stato vegetativo.
Però la trama non è paragonabile a quella del primo film ed i personaggi neanche. Finisce addirittura allo stesso modo, quindi neanche il finale è granché.

Forse sarebbe stato meglio lasciare che Independence day restasse quello di vent'anni fa.


Saluti
E


giovedì 8 settembre 2016

RECENSIONE FILM: Io prima di te


BOX OFFICE ITALIA: €2146413,00

DATA USCITA: 01 settembre 2016
GENERE:Drammatico, Sentimentale
ANNO: 2016
REGIA: Thea Sharrock
ATTORI:
Louisa Clark: Emilia Clarke
Will Traynor: Sam Claflin,  
Steven Traynor: Charles Dance, 
Patrick: Matthew Lewis,   
Josie Clark: Samantha Spiro, 
Alicia: Vanessa Kirby,  
 Katrina Clark: Jenna Coleman,
Bernard Clark: Brendan Coyle,
Camilla Traynor: Janet McTeer,
Nathan: Stephen Peacocke 
DISTRIBUZIONE: Warner Bros
DURATA: 110 Min



TRAMA

L'amore arriva sempre quando meno te lo aspetti. E qualche volta ti porta dove non penseresti mai di andare...Louisa "Lou" Clark vive in una tipica cittadina della campagna inglese. Non sa bene cosa fare della sua vita, ha 26 anni e passa da un lavoro all'altro per aiutare la sua famiglia. Il suo inattaccabile buonumore viene però messo a dura prova quando si ritrova ad affrontare una nuova sfida lavorativa. Trova infatti lavoro come assistente di Will Traynor, un giovane e ricco banchiere finito sulla sedia a rotelle per un incidente e la cui vita è cambiata radicalmente in un attimo. Lou gli dimostrerà che la vita vale ancora la pena di essere vissuta.



RECENSIONE


Apro questa nuova rubrica parlandovi di un film che sicuramente avrà avuto enormi incassi, “Io prima di te”. Questo film come tanti (forse tutti sanno) è tratto dall’omonimo libro scritto da Jojo Moyes, e io ho letto il libro è bene specificarlo.

Dato che ormai credo sia una frase che ci accomuna tutti devo dirlo:

Il film è bello ma il libro è meglio!”, senza ombra di dubbio.

Io che ho letto il libro devo dirvi che nel film ci sono tanti errori, è un film e non può essere come il libro, quindi ci sta che siano saltati diversi passaggi, ma da lì a cambiare delle cose ce ne passa. Faccio un rapidissimo esempio, per il suo compleanno Lou non aveva avuto la torta nel libro, ma una semplice musse al cioccolato, e l’assenza della torta è ben specificata dato che il nonno chiede per l’appunto dove fosse la torta. Benissimo, nel film c’era la torta di compleanno con tanto di candeline. Potrei andare avanti all’infinito elencandovi tutti i miei borbottamenti durante la visione. Ci tengo però a specificare che ovviamente il film per chi non ha letto il libro, è stato molto carino. È stato in realtà carino anche per chi ha letto il libro, però io ho borbottato parecchio, sembravo un bollitore. J

Chi segue questo blog e le mie recensioni sui libri, sa che non sono di lacrima facile, anzi tutt’altro, però per questo film le lacrime erano assicurate, era come puntare su una corsa ippica un cavallo sicuro. Quindi mi sono procurata il mio pacchetto di fazzolettini e sono andata. Giuro che ho aspettato le lacrime fino alla fine del film, ma non ci sono state!

Devo ammettere che attorno a me e alle mie amiche, si sprecavano i singhiozzi, i fazzoletti e le soffiate di naso, MA NON C’ERA DA PIANGERE!

Probabilmente il pezzo verso la fine (l’unico sul quale se proprio vogliamo, c’era la remota possibilità che qualche lacrima scendesse), praticamente non se l’è goduto nessuno dato che tutti, anzi tutte piangevano già da una buona mezz’ora!

Giudizio finale? Il film è molto carino, il paesaggio perfetto, gli attori in gamba e molto bravi, l’unico che non mi è piaciuto proprio è stato Patrick (fidanzato di Louisa), interpretato dall’attore Matthew Lewis, meglio noto per i più esperti come Neville Paciock, Harry Potter. Bene, da maghetto era molto più azzeccato!

Poi Alicia me l’aspettavo di gran lunga più bella, cioè ma l’avete visto Will? O meglio Sam Claflin? Mi aspettavo un’attrice che effettivamente e oggettivamente fosse perfetta, che rendesse, che fosse competitiva con la bellezza di Lou. Invece vi assicuro che nel film, anche se la nostra Lou sarà alta la metà di Alica, è 100000 volte più bella, non c’è paragone!

Vedetelo e fatemi sapere cosa ne pensate io VE LO CONSIGLIO!

Probabilmente più adatto ad un pubblico femminile, perciò maschietti se le vostre mogli, fidanzate o amiche vi chiederanno di guardarlo insieme, sappiate che vi annoierete e che probabilmente la vostra spalla servirà per appoggiarsi e ricevere consolazione. Non rifiutatevi! Servirete solo come spalla su cui piangere, potrete anche dormire, non se ne accorgerà nessuno, è un film veramente intenso!

Buona visione
C.


martedì 6 settembre 2016

RECENSIONE: Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?


TITOLO:  Fuori piove, dentro passo a prenderti?

AUTORE:  Antonio Dikele Distefano

EDITORE: Mondadori

COLLANA: Oscar Absolute

PUBBLICATO: 02/07/2016

PAGINE: 184

PREZZO: €13,00

(tutte le informazioni sopra elencate, sono inerenti alla copia del libro la cui copertina è l’immagine a sinistra)






TRAMA

"Scusami se hai conosciuto il peggio di me, se sono noioso, se ti ho fatta piangere davanti alle tue amiche mentre ero dall'altra parte della città, se attraversi la strada da sola, se rispondo 'Anche io' quando mi scrivi 'ti amo', quando sarebbe più giusto 'oggi di più', se non sono l'uomo giusto per tua madre, se ogni mio regalo risulta scontato, se quando facciamo l'amore ti bacio un po' di meno e me ne accorgo solo quando mi chiedi di baciarti un po' di più, se ho sempre la batteria scarica. Scusami se mi fai arrabbiare." C'è una storia d'amore importante, durata un anno e osteggiata da tutti, il primo grande amore e la sua fine. Perché Antonio è nero e per i genitori di lei il ragazzo sbagliato. E poi c'è la famiglia di Antonio, gli amici, la scuola e altri attimi del cuore. Ci sono incontri, amori, momenti che fanno crescere, istanti indimenticabili. Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti? è la vita di un ragazzo raccontata di getto, inseguendo le emozioni, passando da un'immagine all'altra. Pagine cariche di sentimento, frasi che colpiscono il cuore e destinate a essere scritte e riscritte. Un racconto fatto di momenti singoli, come singole canzoni, che insieme fanno la playlist di una vita.



RECENSIONE

Inizio dicendovi che un po’ perché ormai acquisto libri solo su internet, un po’ per la fretta, un po’ perché sono così, non sono più abituata ad andare in libreria avere un libro tra le mani, aprirlo sfogliarlo guardando il carattere della scrittura, i capitoli ecc… Comunque purtroppo non mi ero accorta che quelle 200 pagine circa, tra spazi vuoti e carattere di scrittura, si saranno effettivamente ridotte a 150 pagine (e credo di essere stata generosa). È stata la prima delusione di questo rinomato best seller.

Procedo con la mia recensione dicendo che prima di decidere di acquistarlo ho sentito molto parlare di questo libro, best seller indiscusso e vincitore di un Oscar, non parliamo di bolle di sapone! Ora, per quanto riguarda il “best seller”, non abbiamo tutti gli stessi gusti e molto spesso mi hanno deluso, ma per vincere un Oscar doveva per forza aver catturato l’attenzione, doveva aver superato le aspettative, doveva trasmettere, doveva distinguersi, doveva essere molte cose, ma per me è stato solo una delusione e vi spiego perché. Ci sono libri che ti piacciono tanto, libri che rimangono piuttosto indifferenti, libri che a primo impatto non apprezzi e che invece poi rivaluti, libri che non ti piacciono e libri che proprio detesti, benissimo, “Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?” ha creato una nuova categoria che non saprei come rinominare.

Il protagonista di questo libro è Antonio, l’autore che narra in prima persona la sua storia. Antonio è un ragazzo di colore nato in Italia nel 1992 e con questo testo ci racconta la sua vita e la sua storia d’amore, certo che mi ha aperto gli occhi su molte cose che altrimenti non avrei mai visto e mai considerato, ma fatta eccezione per il messaggio di fondo, per la sua vita vera, per le sue emozioni e sensazioni (che secondo me, ha vinto l’Oscar solo per questo motivo), il libro non è niente di che.

Ci sono moltissime similitudini, troppe, e diverse non sono pertinenti. Inizialmente, appena cominciata la lettura le ho trovate carine e simpatiche, aiutavano a dare un tocco di leggerezza, poi, son diventate pesati!

Devo dire che mi sono persa diverse volete nel corso della lettura, c’erano passaggi non chiari e spesso si tornava indietro con i ricordi per poi tornare a parlare del presente, ma i passaggi non erano nitidi. I capitoli sono brevissimi e sicuramente ciò non ha aiutato a rendere la lettura più chiara.

C’ho che tanti hanno appezzato invece, è stata la playlist, ogni capitolo ha una canzone e la stessa è anche il nome del capitolo, così da creare una colonna sonora al racconto. Bene, non mi è piaciuto neanche questo aspetto, a parer mio molte di quelle canzoni non c’entravano nulla con il capitolo, oppure sono stata io a non capire, magari per l’autore avevano un significato particolare.

Sono però d’accordo con la trama, ci sono frasi destinate ad essere scritte e riscritte, perché intense, avvolgenti e rimangono dentro.

Questa storia è la storia della vita di Antonio, e non del suo primo amore, non è una storia d’amore come preannunciato, della storia d’amore di Antonio non si sa quasi nulla, se non la disapprovazione dei genitori di lei. Doveva essere una storia d’amore e non lo è!

Io dopo aver letto questo libro non me ne sono pentita, semplicemente non mi sento di consigliarvelo. :)

Vi abbraccio tutti
C.

lunedì 5 settembre 2016

Intervista a Chiara Giacobelli su "Un disastro chiamato amore"



Buonasera a tutti i nostri lettori, questa sera vi proponiamo un splendida intervista che la gentilissima e dolcissima Eleonora (autrice di diverse recensioni su questo blog, che vi invito a leggere) ha condotto per noi. 
La nostra Ele ha intervistato Chiara Giacobelli sul suo romanzo "Un disastro chiamato amore" edito dalla CE leggeredeitore.


L'autrice del romanzo in questione,
Chiara Giacobelli
Una foto della nostra splendida autrice
durante la presentazione del libro fatta a Bari.
Vetrina della libreria
Monbook di Bari




























Ecco a voi le domande che Eleonora ha posto a Chiara, ed ecco le risposte di quest'ultima.
Buona lettura e buon divertimento.

Intervista a Chiara Giacobelli:


Lodoredeilibri7: Da dove ha origine la tua passione per i romanzi d'amore?

Chiara: In realtà io amo tutti i libri - a parte rare eccezioni come gli horror, i gialli, i fumetti o poco altro - quindi leggo opere di ogni genere. Ovviamente l'amore è sempre un elemento che fa sognare, evadere dalla realtà e quindi quando c'è, è bene accetto!

Lodoredeilibri7: Ci sono state tue esperienze personali che hanno influenzato o ispirato la stesura del romanzo?

Chiara: Le figuracce che la protagonista combina mi sono tutte accadute realmente e anche il suo modo di pensare è molto simile al mio, a volte. La terapia del sorriso è ciò che più mi interessa far conoscere attraverso questa storia e in mezzo alle righe ci sono tanti aneddoti tratti da incontri di lavoro con personaggi di rilievo come Maria Luisa Spaziani, Marta Marzotto o i grandi della Commedia all'Italiana.

L: Un libro che ami?

C: "On the road" di Kerouac. Contiene tutta quella libertà di essere, di vivere e di sognare di cui sento estremo bisogno in questo periodo della mia vita, nonostante ne abbia conquistata già molta. Ma ANDARE è ciò che più mi preme adesso, proprio come Dean Moriarty e l'adorevole Marylou.

L: Quando è sorta l’idea di questa storia?

C: Durante una malattia, come forma di terapia per sorridere in un periodo difficile. E' stato un consiglio medico che poi si è trasformato in tanto, tantissimo altro!

L: Quale personaggio del tuo libro ‘Un disastro chiamato amore’ ti assomiglia di più?

C: Sicuramente la protagonista Vivienne, catastroficamente disastrosa e pessimista, ma anche molto auto-ironica, sensibile e dolce.

L: I personaggi sono stati creati ispirandoti a persone reali, oppure hai deciso da zero come dovevano essere?

C: Sono tutti ispirati a persone reali. Il personaggio maschile Alex Lennyster è forgiato a immagine e somiglianza di Sean Hepburn Ferrer, il figlio maggiore di Audrey Hepburn, mentre la madre Elisabetta Grimaldi è una fusione di varie donne che ho conosciuto, di persona o attraverso gli studi: Marta Marzotto, Maria Luisa Spaziani, Rossana Podestà e Audrey Hepburn, appunto. Anche Ferux e Gregoire assomigliano a persone che ho realmente conosciuto nella vita, mentre Angy è la mia compagna di avventure con cui sono appena andata a presentare il libro a Bari.

L: Qual è il personaggio al quale ti sei affezionata maggiormente in questo romanzo?

C: Viv, tanto che io questo libro l'ho sempre chiamato con il nome della protagonista e non con il titolo vero. Per me è lei che lo identifica, sin dalle prime righe che ho scritto.

L: In questo romanzo riesci a descrivere magnificamente i luoghi della Liguria, come il Golfo dei Poeti. Come mai questa location? Sei legata a questa terra?

C: L'ho visitata diverse volte e mi è rimasta dentro. Sono luoghi suggestivi, ricchi di storia, carichi di emozione, bellissimi. Portovenere non per niente è Patrimonio Unesco. Potrei spendere ore a descriverli, ma preferisco consigliare di visitarli, magari fuori stagione, quando danno il meglio di sé.

L: Può uno scrittore distinguere, tra le sue opere, quella preferita? Tu quale preferisci?

C: Tra quelle pubblicate sicuramente quest'ultimo libro, perché è il mio primo romanzo. Ma ho anche un romanzo breve inedito non ancora pubblicato che amo moltissimo.

L: Qual è il prossimo passo di Chiara Giacobelli?

C: A novembre uscirà in libreria "101 cose da fare in Veneto almeno una volta nella vita", edito da Newton Compton Editori. Nel frattempo continuerò la promozione di "Un disastro chiamato amore", scriverò per la mia rubrica sull'Huffington Post e altre testate, oltre ai mille progetti che affollano la mia mente. Ma di quelli ancora non posso parlare.

L: Per ultimo, vorrei farti una domanda che hai sempre desiderato ti venisse fatta ma che non ti hanno mai fatto.

C: Facciamo finta che tu sia Henry Cavill? Allora se vuoi mi puoi anche chiedere di sposarti. La mia risposta è sì! ;) ;-)


Grazie di vero cuore a Chiara Giacobelli, per la sua bravura e disponibilità.
E un grazie speciale ad Eleonora, che ormai senza neanche conoscerla è diventata la mia ancora di salvezza, un porto sicuro durante una tempesta.               Grazie